«Stefania Cappa sa tutto. È l’unica certezza che abbiamo. Sicuramente sa e quindi è lei il punto centrale di questa storia». Alessandro De Giuseppe, inviato del programma televisivo «Le Iene», non ha dubbi. Al centro della sua inchiesta c’è Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, che secondo il giornalista potrebbe essere a conoscenza di elementi importanti sulla vicenda. Il giornalista lo dice nel corso della trasmissione «Quarto Grado», andata in onda il 4 settembre.
Cosa ha detto
La stessa convinzione sarebbe stata ribadita il 15 novembre, durante un incontro di persona con Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio. «E' dentro fino al collo Sefania- ripete De Giuseppe - e se riesco a trovare una testimonianza di chi era con lei, perché qualcuno c'era, allora voglio vedere se non riaprono. Devono riaprire questo caso».
Le parole di Stasi
De Giuseppe confessa che a fare il nome di Stefania fu anche Stasi: «Chiesi ad Alberto: "Se tu non sei stato, allora chi è stato?" e lui mi rispose: "Una persona era sicuramente presente e poi c'è questo Dna" e io dico: "è un Dna maschile?". E lui dice: "Si"». Poi Alberto aggiunse: "se trovi il nesso tra Stefania Cappa e questo uomo che era con lei hai trovato gli assassini».
Sempio rifiuta la consulenza psichiatrica
Intanto Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta per l'omicidio di Chiara Poggi, dopo essersi consultato con i suoi legali e i consulenti, ha deciso di declinare la richiesta di un incontro avanzata dal professor Roberto Catanesi, incaricato dalla Procura di Pavia di redigere una relazione personologica sulla capacità di intendere e di volere e sulla pericolosità sociale. La difesa, già a luglio, quando era stato conferito l'incarico a Catanesi, aveva spiegato che Sempio non si sarebbe sottoposto ad alcun tipo di valutazione. Come ha sottolineato Cataliotti qualche giorno fa, l'approfondimento psichiatrico disposto dal pubblico ministero "è inutile» se non si individua «una patologia». Il rifiuto di un incontro, secondo il ragionamento difensivo, non significa che Sempio voglia sottrarsi a questo tipo di analisi. Un simile accertamento, semmai, deve essere disposto nel contraddittorio tra le parti, qualora un giudice, nel corso del procedimento, stabilisca la necessità di una perizia, che comunque non saranno i difensori a chiedere.
La consulenza personologica fa parte di un supplemento istruttorio voluto dall'accusa e che dovrà essere chiuso entro il 28 settembre: tra i temi nuovamente affrontati anche quelli della ormai nota traccia della suola a pallini rilevata sulla scena del crimine e del Dna individuato sui margini ungueali della ragazza assassinata il 13 agosto del 2007 a Garlasco. Una volta pronte le relazioni tecniche, non si esclude un nuovo avviso di chiusura inchiesta dei pm con il deposito degli esiti di questi ulteriori approfondimenti chiesti nel tentativo di rafforzare il quadro finora tracciato. Quadro che a parere di molti è indiziario e non in grado di scardinare quello offerto dalla Cassazione con il verdetto definitivo nei confronti dell'allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi.
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