Garlasco, l’avvocato di Alberto Stasi risponde alle accuse della famiglia Cappa: il nodo dell'8 luglio e la chiamata dello zio di Chiara Poggi

2026/08/25

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Dopo la diffusione, nella prima puntata di Verità Nascoste - Il Diario condotto da Milo Infante, dell'esposto presentato da Stefania Cappa contro una presunta regia mediatica orchestrata ai danni della sua famiglia nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, è arrivata la replica pubblica dell'avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi e uno dei tre soggetti citati nel documento insieme all'inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe e all'ex comandante dei Carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto.

La cronologia alternativa di De Rensis

Il legale ha concentrato la propria difesa sulla data indicata dall'esposto come momento chiave della presunta regia: l'8 luglio 2022. Secondo la ricostruzione di Stefania Cappa, è in quel giorno che lei avrebbe appreso, tramite il cugino Paolo Reale, che De Rensis faceva parte del collegio difensivo di Stasi e che lo stesso avvocato stava preparando, insieme a De Giuseppe, una ricostruzione dei fatti da sottoporre alla Procura di Pavia.

De Rensis offre una versione diversa degli eventi legati a quella data. Racconta di aver depositato, già a fine giugno 2022, un'istanza per ottenere copia dei CD contenenti le intercettazioni del 2017 — una richiesta che, spiega, era stata in precedenza respinta quando presentata dall'avvocato Giada Bocellari, mentre la sua sarebbe stata accolta. Proprio l'8 luglio, sostiene, la sua istanza sarebbe stata trasmessa per l'autorizzazione e concessa; il 13 luglio si sarebbe poi recato personalmente a ritirare i CD, verso metà giornata.

La telefonata del 13 luglio

È sempre il 13 luglio, nel pomeriggio, l'episodio su cui De Rensis si sofferma di più.

Racconta di aver ricevuto nel proprio studio una telefonata dall'avvocato Cappa, che lo invitava a partecipare come relatore a un convegno di diritto sportivo. De Rensis dice di aver declinato l'invito per ragioni di opportunità professionale, ma sottolinea un dettaglio che considera decisivo: in quel momento non sapeva che l'avvocato Ermanno Cappa, zio di Chiara Poggi e padre delle gemelle, fosse già a conoscenza, da giorni, del suo ruolo di difensore di Stasi.

Da qui la sua perplessità: trova poco credibile che la cugina della vittima lo abbia contattato per un convegno professionale pochi giorni dopo aver saputo, secondo la stessa ricostruzione contenuta nell'esposto, che lui rappresentava l'imputato. Per De Rensis questa incongruenza mette in dubbio l'attendibilità delle pagine mostrate in trasmissione, che a suo avviso non rispecchierebbero fedelmente la sequenza reale degli eventi.

Le indagini su di sé e l'invito alla Procura

Il legale ha inoltre riferito di essere venuto a conoscenza di accertamenti svolti sul proprio conto, descrivendo la propria vita privata come semplice e priva di elementi rilevanti al di fuori dell'attività professionale. Ha aggiunto che, qualora dovesse acquisire elementi concreti su chi ha condotto queste indagini, intende chiamarlo a risponderne davanti all'autorità giudiziaria.

Chiudendo il proprio intervento, De Rensis ha rilanciato la questione alla Procura di Pavia: se la ricostruzione mostrata in televisione corrisponde al vero, ha osservato, allora è legittimo che gli inquirenti se ne occupino — un modo per rimettere la valutazione della vicenda nelle mani della magistratura, più che nel dibattito mediatico.


Ultimo aggiornamento: martedì 25 agosto 2026, 12:56

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