Garlasco, l’avvocato Collivignarelli racconta le prime operazioni sulla macchina di Alberto Stasi nel 2007

2026/10/06

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Un nuovo elemento emerge sui primissimi momenti delle indagini relative al delitto di Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. Questa sera, martedì 6 ottobre, nel corso del nuovo appuntamento con la trasmissione “Verità Nascoste”, condotta in prima serata su Retequattro dal giornalista Milo Infante, 58 anni, viene mandata in onda la testimonianza dell’avvocato Piercarlo Collivignarelli, nel 2007 Assessore alla Sicurezza del comune di Garlasco. Il legale ha ricostruito le attività svolte dalle forze dell'ordine sulla vettura di Alberto Stasi, 43 anni, il giorno stesso del delitto.

Ripercorrendo quanto accaduto in via Pascoli davanti all'abitazione della famiglia Poggi, l'ex assessore ha descritto la disposizione dei veicoli e la presenza delle pattuglie sul posto: “Quel giorno c’erano tre macchine dei Carabinieri davanti e dietro c’era la macchina di Stasi”.

La ricostruzione delle verifiche nell'abitacolo

Nel prosieguo del racconto fornito ai microfoni della trasmissione di Retequattro, Collivignarelli si è soffermato sui dettagli operativi dei controlli effettuati sull'automobile in quel contesto:

“Di fianco alla macchina c’erano due piantoni, due carabinieri di Garlasco, ed era presente Pennini. La macchina di Alberto fu aperta in ogni dove: nelle portiere, al di sotto, verificarono le gomme. Si sedettero sulla macchina, guardarono il portaoggetti, sotto il volante. L’hanno scandagliata nei minimi particolari. I tappetini sono stati alzati, rimossi, osservati alla luce del sole e la stessa cosa avveniva sia dalla parte del guidatore che dalla parte passeggero. Anche i tappetini posteriori, molto più piccoli, venivano asportati, guardati e rimessi poi a posto, dopo aver verificato cosa poteva esserci al di sotto. Alcuni avevano i calzari, ma non avevano i guanti e viceversa. Era un via vai continuo, come se fosse stato un pullman alle fermate dove la gente esce ma anche entra. Ricordo che, alla fine, uno degli agenti disse: “Qui non c’è niente”".

La gestione del veicolo e il successivo sequestro

L'intervento dell'ex assessore ha riguardato anche la situazione procedurale della vettura nelle ore immediatamente successive al fatto, evidenziando come l'atto formale di sequestro sia avvenuto in un momento successivo rispetto ai primi accertamenti visivi e manuali:

“Assolutamente. Fu sequestrata una settimana dopo sotto la pioggia. Mi ha fatto rimanere un po’ il fatto che avessero due sacchi della spazzatura neri, riempiti di cose evidentemente poste sotto sequestro. Le han prese e le han messe dietro il carro attrezzi che portava via le vetture”.

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