Garlasco, cade l’accusa di corruzione. «L’ex pm Venditti non favorì Sempio»

2026/09/18

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Un appunto scritto a mano, sulla pagina di una rubrica marca Pigna con copertina verde sequestrata a maggio 2025 nella villetta di via Canova: «Venditti gip archivia x 20-30 euro». La calligrafia è quella di Giuseppe Sempio, padre di Andrea indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, e la frase veniva interpretata come il prezzo dello scambio. Ovvero denaro per far scagionare il giovane dall'inchiesta. Ma per il gip di Brescia Mauro Ernesto Macca «nessuno degli elementi di indagini hanno restituito una traccia che conduca» all'ex procuratore aggiunto pavese Mario Venditti. Il giudice ha accolto la richiesta della Procura guidata da Francesco Prete di archiviare la posizione dell'allora pm accusato di corruzione in atti giudiziari. «È stata una pagina triste e indecorosa», afferma il suo legale, l'avvocato Domenico Aiello. Ora il fascicolo viene trasferito a Pavia, con Giuseppe Sempio che resta indagato per l'ipotizzata corruzione di «ignoti pubblici ufficiali».

Le intercettazioni

Nelle 115 pagine di decreto il gip sottolinea che «gli accertamenti bancari» riconducibili all'ex magistrato «non hanno individuato alcun accredito, versamento o disponibilità anomala ricollegabile, per importo o collocazione temporale, ai prelievi della famiglia Sempio». E neppure è «emerso alcun contatto, telefonico, telematico o personale, tra il magistrato e i Sempio o i loro difensori al di fuori delle sedi istituzionali». Il giudice precisa però che «ciò non significa che ogni ombra sia stata dissolta»: resta un «residuo dubbio sulla destinazione del denaro» movimentato dalla famiglia Sempio, ma «in assenza di qualsiasi traccia del suo arrivo a Venditti» non può fondare una ragionevole previsione di condanna. Il quadro, secondo il decreto, resta compatibile con «un accordo collocato al livello della polizia giudiziaria operante», oppure con «un millantato credito consumato ai danni degli stessi Sempio». A suscitare dubbi è stato il riascolto dei soliloqui in auto di Andrea Sempio da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, trascritti dal maresciallo Giuseppe Spoto, all'epoca nella polizia giudiziaria della Procura, sotto la supervisione del carabiniere Silvio Sapone. Numerosi passaggi «di sicuro interesse investigativo» non sono stati riportati nei brogliacci del 2017 e venivano definiti con formule quali «sottofondo, nessuna conversazione» o «conversazione non attinente». Come l'intercettazione dell'8 febbraio: «Basta organizzarsi... mi ha fottuto e chi l'ha ammazzata?», mormorava Sempio.

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