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- Garlasco, 19 anni dopo: dal brick alle perizie, all’inchiesta su Andrea Sempio. Vecchi misteri e nuovi dubbi sull’omicidio di Chiara Poggi
La consulenza psichiatrica su Sempio, Dna, impronte e reperti sotto la lente mentre Alberto Stasi prepara la revisione. Da quel 13 agosto 2007 si sono susseguiti processi, sentenze, indagati e colpi di scena giudiziari

Da sinistra: Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi

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Garlasco (Pavia), 11 agosto 2026 – Da ‘ignoto 3’ ai brick dell’Estathé, dalla perizia genetica alla consulenza psichiatrica. Giovedì saranno passati 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, era il 13 agosto 2007. Per il secondo anno consecutivo il triste anniversario, con l’immancabile messa in suffragio nella chiesa parrocchiale di Garlasco, cade nel pieno svolgimento della nuova inchiesta della Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, il commesso ora 38enne, amico del fratello della vittima, già archiviato nel 2017 ma ora nuovamente indagato per omicidio pluriaggravato. Per lo stesso delitto per cui è già stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, che sta ormai finendo di scontare i 16 anni di reclusione, dallo scorso 13 giugno uscito dal carcere di Bollate avendo ottenuto l’affidamento in prova mentre i suoi legali stanno preparando l’istanza di revisione (ipotesi al vaglio anche della Procura Generale di Milano).

Alberto Stasi si prepara alla richiesta di revisione del processo
Il brick dell’Estathé
Ma nelle ultime settimane l’attenzione mediatica sul ‘caso Garlasco’ si è incentrata in particolare sui brick di Estathé, sia quello trovato nella spazzatura di casa Poggi la mattina del delitto sia quelli fotografati nel frigorifero della stessa villetta di via Pascoli. “Quello che mi sembra possa emergere adesso – ha detto in tv Francesco Maria Avato, medico legale e consulente della difesa di Stasi – è una discrepanza tra il lotto contenitore di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello ritrovato nella pattumiera”. Sulla cannuccia del brick nell’immondizia le analisi genetiche disposte nella nuova inchiesta (non era stato analizzato in precedenza) hanno trovato il Dna proprio dell’allora fidanzato della vittima, come sul Fruttolo sono state trovate tracce genetiche di Chiara Poggi.

La villetta della famiglia Poggi a Garlasco
Uniche presenze
Risultati della perizia che, come sottolineato dai legali della famiglia Poggi, hanno confermato che in quei giorni le uniche presenze nella casa del delitto sono quelle della ragazza e del fidanzato. Ma le nuove analisi genetiche non cercavano prove (inutilizzabili) contro il già condannato. E anche l’eventuale “manipolazione” del contenuto della pattumiera o del frigorifero, non considerati come elementi di prova nei processi a carico di Stasi, non pare poter essere d’interesse nell’inchiesta contro Sempio, incentrata su altro.

L'impronta 33 rilevata sul muro delle scale che conducono alla taverna
La traccia genetica su “Ignoto 3”
Esattamente un anno fa, a ridosso del 18esimo anniversario del delitto, era stato ‘risolto’ e chiarito dalla Procura il ‘giallo’ della traccia genetica di un ‘ignoto 3’ che le analisi dell’incidente probatorio avevano rinvenuto su un tampone orale della vittima: dopo tre mesi di dibattiti in tv sulla possibile esistenza di un complice (di Sempio), con tanto di fantasiose ricostruzioni sul ruolo di chi poteva aver cercato di tappare la bocca a Chiara mentre veniva uccisa, con il comunicato stampa del 12 agosto 2025 il procuratore Fabio Napoleone aveva reso noto che gli accertamenti dei genetisti Carlo Previderè e Pierangela Grignani avevano attribuito il “profilo aplotipico” a un altro cadavere sottoposto ad autopsia, per “contaminazione involontaria”.

L'inchiesta che vede al centro Andrea Sempio potrebbe ridisegnare l'intera vicenda giudiziaria dell'omicidio di Garlasco
La consulenza psichiatrica
Ma se lo scorso anno era in corso la perizia genetica, poi conclusa con l’udienza del 18 dicembre, quest’estate è invece in svolgimento la consulenza psichiatrica sull’indagato Sempio che la Procura di Pavia ha reso noto lo scorso 28 maggio di aver affidato al professor Roberto Catanesi. Una delle quattro consulenze, insieme alle altre tre per verificare gli esiti contrastanti dei consulenti della difesa di Sempio (su impronta 33, suola della scarpa e ancora il profilo genetico sulle unghie della vittima) disposte dalla Procura dopo aver già notificato all’indagato la chiusura indagini (lo scorso 7 maggio), ma ancora “entro i termini delle indagini preliminari”, come precisato dall’ultimo comunicato della Procura “con scadenza fissata al 28.9.26”.
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