Galletti, fratelli d’Europa. L’oro di Giulia e Riccardo con i colori dell’Alma Mater

2026/08/10

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Giulia e Riccardo, Riccardo e Giulia. Potremmo chiamarli, almeno per questa estate, fratelli d’Europa. Nessun nuovo partito politico. Fratelli d’Europa perché Giulia e Riccardo Galletti, studenti e sportivi a tempo pieno, l’hanno davvero combinata grossa a Salerno. Hanno vinto il titolo europeo universitario: lei con il volley, lui con il basket.

Due fratelli sul tetto d’Europa indossando, orgogliosamente, i colori del Cus Bologna, per difendere l’onore e il prestigio dell’Alma Mater Studiorum. Il modo migliore per rendere ancora più orgogliosi mamma Barbara e papa Giulio. E, per dirla tutta, anche i nonna Paola e Franco. I nonni per di più, hanno un compito particolare: raccolgono tutti gli articoli che riguardano i due nipoti. E, non contenti di tutto ciò, segnalano a Giulia e Riccardo anche quello che potrebbe interessare loro. Non solo dal punto di vista sportivo, ma anche accademico e, in prospettiva, lavorativo.

Giulia è nata a Bologna il 4 giugno 1999. Comincia a giocare a pallavolo all’età di otto anni. Inizia a Castel San Pietro, poi le giovanili a Modena. E, via via, un tour lungo l’Italia: Sassuolo, Macerata, Busto Arsizio, Marsala, Messina, Offanengo.

"Quest’anno giocherò in serie C a Ozzano – racconta Giulia –. Ho voluto avvicinarmi a casa perché la mia carriera accademica è agli sgoccioli. Se tutto va bene mi laureerò a ottobre in Giurisprudenza. Poi dovrò fare il tirocinio".

Palleggiatrice, alta 186 centimetri, Giulia è la capitana della squadra dell’Unibo.

"Avevo appena finito la triennale a Modena. Tornavo a Bologna, mi parlò di questa opportunità Serena Vece. Mi sono trovata bene".

Quattro titoli europei sui cinque conquistati dall’Alma Mater e, appunto, una leadership riconosciuta che l’ha portata a diventare anche la capitana.

"Vincere con la maglia della propria università vale doppio – insiste –. Per me che ho girato l’Italia dà un senso di soddisfazione speciale di appartenenza all’ateneo. Vincere quest’anno, poi, e assistere dopo al successo di mio fratello Riccardo è impagabile. Ricordo ancora lo scorso anno: lui battuto in finale. Noi quinte, dopo tanti successi. Ci siamo consolati a vicenda".

Non ha un modello particolare – "cerco di prendere il meglio da giocatrici diverse" – né una squadra per la quale fare il tifo ("sostengo i team delle mie colleghe") e ricorda con trepidazione, da spettatrice, la finale del fratello.

"Sono stati davvero bravi a vincere il titolo. I croati non mollavano niente. Ma alla fine siamo riusciti a portare a casa il titolo che volevamo".

Giulia lo voleva di più perché la rassegna di Salerno potrebbe essere stata la sua ultima esperienza – perché si laureerà nel frattempo e perché arriverà a 28 anni –, ma non vuole ipotecare il futuro.

Anche il fratello Riccardo è nato a Bologna l’11 settembre 2003. Sta studiando fisioterapia e, ad aprile, dovrebbe laurearsi. Alto 202 centimetri, gioca ala-grande. Comincia presto a Castel San Pietro, poi nel settore giovanile tra Ozzano e San Lazzaro. E’ proprio a Ozzano che entra in contatto con Matteo Folli, Marco Barattini, Gioacchino Chiappelli e Dmytro Klyuchnyk. Sono loro, e tanti altri ragazzi di Unibo, che gli hanno spiegato quale onore sia difendere l’onore e il prestigio dell’Alma Mater Studiorum,

"Sono tifoso Virtus (come la sorella, ndr), non ho modelli particolari. Da piccolo, per i racconti di mio padre, ero affascinato dalla figura di Riccardo Pittis perché aveva cambiato mano per tirare. Come giocatore, invece, mi piaceva molto soprattutto Peppe Poeta".

Gioca nell’Olimpia Castello, nella serie B Interregionale e, ogni anno, non vede l’ora di far parte della squadra dell’università del rettore Giovanni Molari.

"Siamo una squadra super. L’anno scorso vincemmo l’argento. In questa stagione non ho realizzato subito quale fosse la forza del gruppo. Forse non ce l’aspettavamo nemmeno noi di arrivare fino in fondo. E’ stato belissimo, perché stiamo bene insieme. Un gruppo così coeso, messo insieme per 10-15 giorni, preparazione compresa, non l’avevo mai visto".

Felice anche lui per aver vinto con la sorella. "Giulia ne ha vinti di più. In passato, magari, volley e basket si incrociavano per periodo limitati. A Salerno è stato diverso".

E’ arrivato il quinto titolo per l’Alma Mater, il primo per Riccardo, che scherza sul coach, Matteo Lolli. "E’ bravino – se la ride Riccardo, che come i compagni ama scherzare, non in partita, con il coach – e sembra che ne capisca di canestri. Gli vogliamo tutti bene. E lui è stato davvero bravo, nel giro di pochi giorni, a trovare una collocazione per tutti". Per trasformare la squadra dell’Università di Bologna in un gruppo coeso. Anzi, in una grande famiglia. Come quella dei fratelli Galletti.

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