TRENTO. "La situazione determinata dalla prolungata chiusura della galleria Dom non è più sostenibile". L'allarme è di Mauro Zeni, il delegato all'industria per la Uil del Trentino evidenzia il forte impatto economico e gestionale subito dai lavoratori e dal sistema produttivo locale. "Sono 1.500 i cittadini della Val di Ledro che ogni giorno si spostano verso il Basso Sarca per motivi professionali. Questa platea di pendolari affronta oggi tempi di percorrenza insostenibili, incertezze quotidiane e costi crescenti, senza garanzie e senza risposte adeguate".
La Provincia ha annunciato l'avvio dall'autunno di un cantiere della durata di un anno e quattro mesi per stabilizzare i piedritti, cioè le “pareti” laterali della galleria Dom. Un'opera dal valore di 4,10 milioni programmata tenendo conto "dell’esigenza di ridurre al minimo i disagi per la comunità e lo sviluppo economico e turistico del territorio", ha spiegato il presidente Maurizio Fugatti. "Lavori che si inseriscono nel percorso per la sicurezza dei collegamenti e la gestione del rischio idrogeologico in continuità agli interventi di ripristino del tunnel a seguito del dissesto provocato dalle forti piogge del novembre 2023".
In linea di massima per i primi cinque mesi la galleria sarà chiusa al traffico solo nelle notti feriali, presumibilmente dalle 22 alle 6 con il passaggio sempre garantito ai mezzi di soccorso.
Successivamente, per circa undici mesi, il traffico proseguirà a senso unico alternato regolato da semafori intelligenti nel solo tratto interessato dal cantiere.
Il cronoprogramma prevede inoltre la sospensione dei lavori durante le festività natalizie e pasquali e nel periodo estivo, per limitare i disagi nei mesi di maggiore afflusso turistico. Per tutta la durata dell’intervento saranno attivi il monitoraggio della galleria e un’apposita segnaletica di cantiere.

"Non siamo di fronte a un semplice disagio temporaneo, ma a una criticità strutturale che incide direttamente sul diritto al lavoro e sulla tenuta economica di un intero territorio", aggiunge Zeni. "Non è accettabile che siano i lavoratori, le famiglie e le imprese a pagare il prezzo di una gestione emergenziale che si sta prolungando oltre ogni ragionevolezza".
Sotto il profilo economico, i rincari dei carburanti e l'usura dei mezzi gravano interamente sui bilanci familiari. "Dal punto di vista gestionale, l'organizzazione dei turni e la continuità operativa sono messe a dura prova nelle principali attività industriali del territorio, tra cui realtà di rilievo come Dana, Aquafil, Cartiere del Garda, Domo e Fedrigoni. Interrompere o limitare il collegamento tra Basso Sarca e Ledro, che costituiscono un unico sistema integrato, significa mettere a rischio occupazione, imprese e servizi".
La Uil chiede con forza all’assessore Achille Spinelli e alla Provincia di Trento "di assumersi la responsabilità politica della situazione e di attivare immediatamente alcune misure straordinarie".
Quali? Finestre di transito: introduzione di corsie o orari di passaggio garantiti per i lavoratori pendolari. Potenziamento trasporti: attivazione di navette dedicate e potenziamento del trasporto pubblico per i turnisti. Tutele contrattuali: definizione di accordi con le aziende per la salvaguardia dei lavoratori flessibili e pendolari. Indennizzi economici: predisposizione di compensazioni finanziarie dirette per i maggiori costi di trasporto sostenuti.
Soluzioni di alloggio: promozione di convenzioni tra aziende e strutture alberghiere del Basso Sarca per offrire soluzioni temporanee ai turnisti. Mobilità condivisa: sviluppo di forme di car pooling e navette aziendali. Trasparenza e dati: comunicazione certa del cronoprogramma dei lavori e pubblicazione dei dati aggiornati sui flussi dei lavoratori per orientare le politiche pubbliche.
La Uil del Trentino ritiene infine "indispensabile che l’Assessore convochi con massima urgenza un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, le categorie economiche e gli enti locali. L'obiettivo è individuare soluzioni concrete e sostenibili che tengano insieme la sicurezza della rete viaria, la tutela del lavoro e la continuità economica del territorio. La politica ha il dovere di decidere. Subito. Non servono rassicurazioni: servono atti concreti", conclude Zeni.
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