Gaetano Fidanzati è l'ospite del nuovo episodio di "One More Time" (OnePodcast) di Luca Casadei. Il personal trainer, che si è recentemente trovato suo malgrado al centro del dibattito pubblico per la relazione, ormai conclusa, con Belén Rodríguez, ripercorre la sua storia personale. Partendo dal difficile contesto familiare in cui cresce, segnato dall'assenza del padre che, come il nonno e lo zio, è in carcere, ripercorre poi la sua adolescenza quando, a causa di compagnie sbagliate che lo portano a lasciare la scuola e ad avvicinarsi al mondo dello spaccio, viene arrestato anche lui. Il carcere rappresenta un momento di svolta: qui intraprende un percorso di studio e di terapia che lo porta a guardarsi dentro e, una volta uscito, a ricostruire la propria vita attraverso lo sport. Infine, si sofferma sulla gogna mediatica legata alla relazione con Belén Rodríguez, spendendo per lei parole di affetto.
Il padre e gli incontri in carcere
«Da quando avevo 6 mesi conosco mio padre in carcere. Andavo a trovare anche mio nonno paterno e mio zio, perché dalla parte di mio padre hanno fatto praticamente tutti il carcere. Per un periodo sono stati anche nello stesso carcere, mio papà e mio zio, tant'è che ci trovavamo a fare il sabato il colloquio tutti quanti insieme. Principalmente era per traffico di stupefacenti e altre cose che si sono sommate nelle condanne. Mio nonno è stato anche coinvolto nel maxiprocesso, quello di Cosa Nostra storico».
Dallo spaccio all'arresto
«In seconda liceo mi ritiro. 14, 15, 16 anni: inizi a uscire in quartiere, a frequentare i ragazzi un po' più grandi… Vivi circostanze di quartiere, di periferia, che ti portano sempre di più a perderti. I ragazzi un po' più grandi e più rispettati erano i miei miti in quel momento. Inizio coi primi traffici piccolini di stupefacenti. Da che sei piccolino e vendi ai tuoi amici, inizi a crescere sempre di più (…) finché poi vengo arrestato, credo nel 2017, appunto per spaccio».
«C'era un'indagine di un anno e mezzo per questo blitz. Me ne rendevo conto perché io uscivo e mi seguivano tutto il tempo. Durante questo anno e mezzo, ovviamente, loro hanno arrestato un po' di gente vicino a me. Ero sempre pedinato, era pesante. Sono andato a Ibiza da un mio amico per farmi 2 o 3 giorni, per staccare un po'. Mi sono svegliato al mattino, mi è esploso WhatsApp: "C'è la polizia in casa che ti aspetta, c'è un mandato d'arresto". Allora mi sono detto: "Sai che faccio? Io mi faccio un po' di mare.
Temporeggio un attimo". Non nego che ho pensato alla latitanza, nel senso, fa paura pensare di dover scontare 8-20 anni di carcere. Non nego che quando è arrivato il mandato di cattura, io un pochino mi sono tolto un peso di dosso. Ho aspettato un mesetto. Non ha aggravato la condanna semplicemente perché poi mi sono costituito io».La comunità
«Appena ti arrestano dicono: "Fai uso di sostanze?". Io ho detto di sì e in quel caso succede che puoi finire di scontare la tua condanna in una comunità terapeutica. Quindi esco dal carcere di Busto Arsizio per andare in una comunità terapeutica dove trascorro i primi 10 mesi. Lì non avevi più le guardie, non avevi più la turca e avevi la tua doccia: potevi docciarti tutti i giorni. Avevi anche la palestra e potevi allenarti tutti i giorni. Non avevi il colloquio mensile, però avevi una domenica al mese in cui potevi stare praticamente tutto il giorno con la tua famiglia. Poi dopo questa comunità prendo e vado in un'altra dove passo circa altri 10 mesi. Qui inizio a uscire in permesso».
Lo sport
«Già prima dell'arresto ho fatto qualche competizione di lotta, però da dopo l'arresto, facendo jiujitsu seriamente, ho iniziato a fare gare. Andavo anche abbastanza bene. Il mio maestro mi ha detto: "Ascolta, vieni a fare la preparazione per la lotta da me". Grazie a lui che mi ha trasmesso un po' questa passione, nel 2019 sono diventato coach di CrossFit. E da lì diventa il mio lavoro a 360 gradi diventa quello di personal trainer».
Il rapporto con Belén Rodríguez
«Con Belén ci siamo conosciuti in palestra. Lei, a parer mio, è una persona inimitabile. Cioè, ha proprio un'aura fortissima, un'energia veramente forte. Quando ama, ama al 200%. Quando balla, balla al 200%. Ha tutto un motore per due rispetto a una persona normale. Per me è una donna fantastica. Vive per la famiglia, grande lavoratrice, si è fatta da sola. Quanto ho visto il video su di lei, dove ero nominato (…) ovviamente in quel momento cerchi di dare supporto, perché percepisci quanto sia brutto quando più di una persona spende dei pareri negativi su di te. Quindi quello che mi sono sentito di fare, che mi sono sentito in dovere di fare, è stato mettermi lì e dire: "sì, io ci sono"».
«Non so dire oggi cosa farò domani da questo punto di vista. Non voglio dire una cosa per un'altra».
La puntata è disponibile da venerdì 18 settembre, in versione audio su OnePodcast e su tutte le principali piattaforme di streaming, e ogni martedì in video su YouTube e su Spotify.
Ultimo aggiornamento: venerdì 18 settembre 2026, 21:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA
>> Home