L’unico dato politico da rilevare nei sondaggi di questa prima settimana d’agosto, l’ultima prima della chiusura delle Camere per la pausa estiva, è la scalata nel gradimento degli italiani di Futuro Nazionale che, questa settimana, si porta a soli due decimi da Forza Italia e quindi dal diventare il secondo partito dell’area di destra.
Vale la pena segnalare anche la crisi del Partito Democratico che, settimana dopo settimana, sta lentamente scivolando sotto la soglia psicologica del 20%.
E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio di SWG per il TgLa7 diffuso ieri, lunedì 3 agosto, sulle intenzioni di voto degli italiani per le Politiche del 2027.
La rilevazione demoscopica fotografa un quadro politico sostanzialmente immutato rispetto alle tendenze che lo hanno caratterizzato negli ultimi sei mesi, ovvero, da dopo la discesa in campo del partito del Generale Roberto Vannacci.
Futuro Nazionale continua a crescere: cosa succede nel centrodestra
Nel centrodestra, Futuro Nazionale è l’unico partito a godere di buona salute. La formazione politica del Generale si è portato ad un soffio da Forza Italia. Dopo il sorpasso agevole alla Lega di Matteo Salvini, il prossimo obiettivo sono gli azzurri di Antonio Tajani che potrebbero molto presto perdere la seconda posizione nel centrodestra.
I numeri sono chiari. Futuro Nazionale guadagna lo 0,3% e sale al 7,2%, mentre Forza Italia perde lo 0,2% e scende al 7,4%. A dividere i due partiti solo lo 0,2%, una distanza che Futuro Nazionale potrebbe colmare già a partire dalla prossima settimana.
L’ennesimo scossone in un centrodestra che non riesce più ad eguagliare le performance dei mesi scorsi. Fratelli d’Italia resta stabile al 27% e continua a guidare la coalizione. La Lega perde ancora e scende al 5,5% (-0,2%). Noi Moderati si ferma all’1%.

Il Partito Democratico scivola ancora, Schlein sotto pressione
Nel centrosinistra il dato più importante per gli equilibri della coalizione progressista è la crisi del Partito Democratico.
Il partito di Elly Schlein non ha mai conosciuto una crescita improvvisa, ma nei mesi era sempre riuscito a compensare i momenti di perdita, facendo registrare una crescita lenta ma costante.
Nelle ultime settimane, tuttavia, questo meccanismo sembra essersi inceppato portando il partito a scivolare lentamente verso il 20%. Questa settimana i dem scendono al 20,6%, perdendo lo 0,3% rispetto alla scorsa settimana.
Una fase di flessione che incide sugli equilibri all’interno della coalizione, dove Giuseppe Conte ha ripreso la sua offensiva per la leadership della coalizione. Neanche il Movimento 5 Stelle, tuttavia, può vantare un momento di crescita esponenziale, questa settimana guadagna appena lo 0,1%, sufficiente però a riportarlo al 13%.
Stazionario al 6,5% AVS, mentre nell’area di Centro, Italia Viva cresce e si porta al 2,4% mentre +Europa resta stabile all1,2%. Al di fuori della coalizione, Azione di Carlo Calenda scende al 3,3%. Stabili all’1% Sud chiama Nord e Ora.

Se si votasse oggi, nessuna coalizione avrebbe una maggioranza sicura
Se si votasse oggi la partita sarebbe ancora incerta e chiunque arriverebbe al governo potrebbe farlo con una maggioranza molto risicata, anche se si votasse con la nuova legge elettorale.
La coalizione di governo, senza Vannacci, arriverebbe al 40,9%. Il campo progressista in formazione ristretta si fermerebbe al 40,1%. Nessuna delle due coalizioni maggiori centrerebbe il 42% necessario per ottenere il premio di maggioranza, pensato per garantire stabilità alla maggioranza eletta.
Il centrosinistra potrebbe centrare l’obiettivo Palazzo Chigi e premio di stabilità se allargasse il perimetro a Italia Viva e +Europa, arrivando al 43,7%.
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