Futsal, cento volte Michele Podda: “Io e la mia storia con la Meta Catania. Ai ragazzi dico: amate quello che fate”

2026/10/14

Categories: sports

L'ala mancina della Nazionale va in tripla cifra in rossazzurro: "L'estate del 2023, l'arrivo di Juanra e i consigli dei miei compagni di squadra fondamentali per la mia crescita".

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Era il 24 settembre 2022, uno Sky Match diverso dagli altri, a Salsomaggiore. L’inizio di un nuovo campionato della Serie A di futsal. Una prima nella prima per Michele Podda, al debutto con la maglia della Meta Catania, proprio contro la sua ex squadra, la L84 Torino. L’ala mancina rossazzurra duetta con Melo Musumeci, apre il suo mancino educato infilando Pedro Siqueira, amico di tanti allenamenti, tutt'ora suo compagno di squadra, sbloccando il risultato. Finirà 1-5 per i siciliani, ma non è la notizia di questa storia.

1477 GIORNI DI TE E DI ME

“Certo che mi ricordo quel gol. Iniziò tutto con una palla recuperata, ho scambiato con Melo che me l’ha ridata sulla corsa, segnando a Pedro. Con il senno di poi quell’assist di Musumeci è stato un segnale, ho perso il conto di quante volte mi ha permesso di fare gol. Gara particolare e speciale, emozionante”. 1477 giorni dopo Salsomaggiore, Michele Podda guida la rimontona di una Covei Meta Catania che ribalta negli ultimi 4’ il Sandro Abate ad Avellino (da 1-3 a 5-3), fa cinquina e va in sosta per gli impegni della Nazionale nelle Qualificazioni Mondiali da capolista a punteggio pieno e in solitaria. Neanche questa è la notizia di questa storia, sì perché il laterale sardo ha raggiunto la tripla cifra con la maglia rossazzurra: cento gol, tondi-tondi. “Una grande soddisfazione e gioia immensa”.

ALLE RADICI DELLA SCALATA

Nato in Sardegna, a Villaspeciosa, nella città metropolitana di Cagliari, Michele Podda ha trovato in Sicilia la sua isola del tesoro. Pur restando legatissimo alla sua terra, ormai è un catanese d’adozione, la testimonianza concreta e fattibile di due concept alla base della crescita di qualsiasi giocatore di futsal, perché spesso l’ossessione supera il talento, perché ora un italiano ha l’opportunità di mostrare di non avere nulla da invidiare a nessuno straniero presente nei nostri campionati. La scelta di lasciare la sua Sardegna per la Sicilia, alle radici della sua scalata. “Non ci ho pensato più di tanto, preferendo vivere tutto con spensieratezza. Ci sono state delle tappe fondamentali nella mia carriera - spiega il Nazionale Azzurro - l’estate 2023, importantissima. I gol avevano alzato le aspettative ma dovevo ancora ambientarmi in Serie A, la squadra poi era crollata nel finale di stagione e io non ero affatto contento della mia prima annata a Catania. Ecco, quell’estate mi è servita tanto”.

EFFETTO JUANRA

Sempre molto severo, fin troppo, con se stesso, Podda ha trovato nell’arrivo di Juanra a Catania la svolta della sua carriera. “Già prima di essere preso, mi scriveva sempre che non capiva perché un giocatore con le mie qualità avesse un minutaggio così basso. Il mister mi ha dato fiducia sin da subito, è stato importantissimo per la mia crescita, insieme ai miei compagni di squadra”. A tutto il resto ha pensato Podda. Con il suo talento e un carpe diem. “La lunga squalifica di Turmena mi ha permesso di acquisire un più alto minutaggio, ero l’unico mancino in rosa e ho colto la palla al balzo, abituandomi anche ai playoff, dove le partite sono diverse e il peso delle scelte, importante”.

UN ESEMPIO PER TUTTI

1477 giorni dopo quel 24 settembre 2022, a 26 anni compiuti lo scorso aprile, Michele Podda è uno dei laterali mancini migliori di tutto il campionato, stabilmente nell'Italfutsal di Salvo Samperi. Un giocatore diverso da 4 anni fa. “Sono cresciuto e mi sento maturato - continua - ho curato tanti aspetti difensivi. Che potessi fare tanti gol me lo sentivo, anche se arrivare a 100 era impensabile quando segnai il primo. Ho allenato tantissimo il mio piede destro. Io severo con me stesso? L’autocritica fa migliorare anche se sono stato fortunato perché qui alla Meta Catania ho sempre avuto tanti giocatori che mi hanno dato il consiglio giusto, al momento giusto”. Podda è l’esempio lampante di dove un giocatore italiano può arrivare. “Ai ragazzi che si approcciano a questo sport dico di avere passione e spensieratezza. Non è per niente facile e tutto molto impegnativo, ma per me bisogna amare ciò che si fa”. Cento gol più tardi, è tutto più chiaro, cristallino.

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