In Furious, nessun personaggio femminile ha figli. Nel XXI secolo le donne che hanno finalmente l’opportunità di essere indipendenti, aprire conti in banca e acquistare immobili a proprio nome scelgono non di rado di non diventare moglie e madri. «Quanto male devi fare a un mammifero per strappargli l’istinto a riprodursi?» è la frase virale che circola sui social, riferita alla soppressione del desiderio di maternità nelle donna provocato dal patriarcato. Furious parla di protagoniste rese “furiose” dagli abusi subiti da parte di differenti figure maschili: «Il titolo si riferisce alla rabbia del genere femminile verso tutto quello sopporta da sempre» ci ha rivelato Emmy Rossum, che nella serie, ora su Disney+, interpreta l’agente dell’Fbi Alice. «Lo show non parla di un solo predatore, ma del fatto che se lanci una freccetta in mezzo alla folla, di sicuro ne centri uno. La cronaca nera recente anni lo dimostra ampiamente». Lola Petticrew, che ha il ruolo della “vedova nera” Catherine, aggiunge: «La serie evidenzia quanto siano profondi i sistemi oppressivi del patriarcato e della misoginia, quanto siano diffusi e a da quanto tempo vadano avanti. Per questo la rabbia femminile è esplosa».
Facciamo un passo indietro. Furious è tratto dalla storia di Ronald Bass sviluppata nel film noir del 1987 La vedova nera. La meticolosa Debra Winger interpreta un’agente che dà la caccia alla sensuale Theresa Russell, nei panni una donna che sposa uomini ricchi per poi ucciderli ed ereditarne i beni. Nella serie, prodotta da Elizabeth Meriweather, l’ex poliziotta Alice si mette sulle tracce di una misteriosa giovane che ha ucciso il partner, un uomo ricchissimo. Alice è l’unica a rendersi conto che quella considerata dall'Fbi una vedova nera in realtà non è una venale serial killer, ma piuttosto una vendicatrice sulle tracce di un circolo di uomini potenti e pervertiti che abusa orribilmente di ragazze povere e in difficoltà. Alice, a sua volta, è sopravvissuta agli abusi dell’ex Marshall (Jack Lacy), un agente della polizia di New York bello, benvoluto e dalla carriera promettente. Tempo prima lui l'aveva massacrato di botte, dopo averla sottoposta ad anni di abusi fisici e di gaslighting. Lei lo aveva denunciato, solo per perdere il lavoro e la stima dei colleghi. Quando la protagonista comunica ai superiori i veri intenti di Catherine, incontra solo ostilità. L'unico supporto arriva da Nora (Quincy Tyler Bernstine), la matura capa del dipartimento Crimini sessuali dell’Fbi, mentre le alte gerarchie si adoperano per insabbiare il caso, legato a figure di spicco.

Lola Petticrew in una scena di Furious.
Lo show esplora il tema della violenza istituzionale e le conseguenze degli abusi sulla psiche femminile; dà voce alle vittime, ne esalta la dignità e la resilienza, ma sottolinea come le ferite lasciate dai traumi formino cicatrici impossibili da eliminare. Furious è la storia di un trio di donne che reagiscono con gradi diversi di rabbia a varie forme di abusi. Il confine tra vendetta e giustizia e labile, i metodi sono molto diversi, ma in comune hanno tutte, per l’appunto, quel “furore”: «Se avesse parlato solo della furia cieca di Catherine lo show non sarebbe stato così interessante» ha commentato la Meriweather, «La rabbia è uno sfogo necessario, ma può anche intrappolare. Facciamo il tifo per Catherine, ma proviamo anche dolore per lei, perché ha rinunciato a tutto per la sua missione, e perché quando la rabbia ti consuma perdi una parte di te stessa». E aggiunge: «Volevo esplorare i modi con cui la rabbia può essere liberata, che possono essere buoni, cattivi o complicati. A volte è l'unico modo per andare avanti, ma può anche essere autodistruttiva». Mentre Catherine ricorre alla violenza per sgominare il circolo degli aguzzini, Alice ricorre all’astuzia per dimostrare la vera indole dell’ex, e Nora si affida alla diplomazia e alla legge per proteggere le indagini. In un sistema di omertà che pare inespugnabile, chi commette tali abusi è protetto da chi li copre tanto quanto da chi sa e non fa nulla per fermarli.
Il compito di fermarli resta nelle mani delle donne disposte a tutto per salvare sé stesse. Ancor di più, per prevenire altre vittime, ed è in questo che Furious brilla come uno dei contenuti migliori del panorama seriale sul tema. La serie si focalizza sulla solidarietà femminile (anche tra poliziotta e assassina), sulla sorellanza (tra le vittime che si prendono cura una dell’altra), sulla lealtà delle sopravvissute in cerca di giustizia in nome di chi ha perso la vita. Per questioni di spoiler, non entreremo nel dettaglio, ma nello show le madri sono le figure femminili più vulnerabili: per questo, Alice e Catherine vi rinunciano. E perché temono di mettere al mondo figlie a cui può capitare quello che è accaduto a loro. Man mano che la narrazione procede, la serie si cala sempre più nell’oscurità, nel pessimismo e in quello che potrebbe essere scambiato per cinismo ma è in realtà il crudo realismo di una società di uomini che odiano le donne. Tuttavia, Furious non cede a quella oscurità; lascia, invece, intravedere alcuni spiragli, esaltando la resilienza di chi continuerà a lottare per estirpare i nuovi Epstein e di chi ha trovato la forza di tornare ad amare e fidarsi degli uomini buoni.
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