Furious, da vittima a carnefice: Lola Petticrew e il fascino ambiguo della serie

2026/07/28

Categories: entertainment

Lola Petticrew nella serie Furious interpreta il personaggio spietato e complesso di una serial killer che da vittima si fa carnefice. Ecco cosa ha raccontato di questa esperienza. Su Disney+.

Lola Petticrew all'intervista di Furious

È arrivata su Disney+ una serie estremamente interessante: un thriller psicologico che gioca con la moralità dello spettatore per raccontare non solo una storia crime, ma anche il delicato tema della violenza di genere. Stiamo parlando di Furious, un'opera scritta da Elizabeth Meriwether e diretta da Brian Kirk, in grado di affrontare attraverso personaggi scritti e diretti magistralmente argomenti complessi, ricamando una trama intricata e appassionante da cui è davvero difficile staccarsi.

Seguiamo le vicende di Alice Black, un'agente dell'FBI impegnata in una complessa caccia a una serial killer che sembra prendere di mira un gruppo ristretto di uomini ricchi e potenti. Quella che verrà presto a galla, però, sarà una verità fatta di abusi e violenze perpetrate proprio da quegli uomini che, uno dopo l'altro, stanno cadendo per mano di una loro vittima.

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Una scena di Furious

Ad interpretare il ruolo dell'assassina Catherine è Lola Petticrew, attrice irlandese che riesce a caratterizzare il personaggio in modo impeccabile, offrendo una performance intensa e al contempo umana e fragile. Ci siamo fatti raccontare il ruolo direttamente dalla sua interprete per comprendere come si porta su schermo una figura così enigmatica.

Tra vittima e carnefice: l'esplorazione delle "zone grigie"

Prepararsi a un'interpretazione del genere ha richiesto l'esplorazione di quel sottile confine che trasforma il personaggio da vittima a carnefice: "Sono stata incredibilmente fortunata ad avere un materiale di partenza molto solido, e questo grazie a Liz [Meriwether] e al nostro straordinario team di sceneggiatori e produttori. Tutto ciò che dovevo sapere su Catherine era già scritto lì, e questo mi ha aiutato a costruirla e a comprendere il suo processo decisionale".

Questo ha raccontato l'attrice, elogiando poi una scrittura fatta di contrasti perfettamente equilibrati: un materiale cupo, è vero, ma ci sono anche momenti di estrema leggerezza ed è a tratti ironico. La cosa fantastica di Liz è proprio questa: sa passare da un registro all'altro con estrema naturalezza. Per un attore è la cosa più emozionante in assoluto: poter entrare in quel mondo e muoversi nelle "zone grigie". Per quanto sia impegnativo, interpretare una donna così complessa, articolata e libera di essere se stessa è stata un'esperienza davvero stimolante".

La forza del silenzio

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Lola Petticrew nei panni di Catherine

In un thriller psicologico la tensione si costruisce spesso nei momenti di silenzio e attraverso la comunicazione non verbale. Abbiamo quindi domandato a Lola Petticrew come ha lavorato sulla fisicità del suo personaggio: "Dipende da tantissimi elementi: dai costumi, dal trucco, dai capelli, fino al lavoro degli operatori di ripresa e alla ricerca di sfumature all'interno della scena. Per me recitare non è mai un esercizio isolato o solitario; funziona al meglio quando è un processo collettivo. Trovare quella fisicità e quei momenti di tensione è stato il risultato di uno sforzo di gruppo insieme a registi, reparto luci e tecnici. È così che la performance si è tradotta al meglio sullo schermo".

L'amore a prima vista con lo script

Qual è stata, quindi, la scintilla che ha acceso nell'attrice il desiderio di prendere parte al progetto? "Non appena la sceneggiatura è arrivata sulla mia scrivania: ho letto i primi due episodi, ho visto il nome di Liz Meriwether e ho detto subito: 'Ci sto, spero solo di convincerli a prendermi!'. Per fortuna è andata così. Ora sono felicissima che la serie esca nel mondo e non vedo l'ora di scoprire che tipo di conversazioni nasceranno nel pubblico".

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