«Fulvio Lucisano, pioniere di sogni. Icona di un cinema italiano che scopre talenti e fa innamorare il pubblico»

2026/08/19

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Quasi cent’anni di una vita inarrestabile: Fulvio Lucisano è l’icona di un Cinema italiano che è impresa, scopre talenti, fa innamorare il grande pubblico, crea posti di lavoro, a partire dalla Capitale. 
Scorro l’album delle foto di famiglia e trovo Fulvio, assieme alle due formidabili figlie Federica e Paola, a creare un nuovo multisala a Via Mattia Battistini (perché quella non è e non deve essere periferia); a ricevere il riconoscimento di Cavaliere del Lavoro mentre ero Ministro della Cultura; ad arrampicarsi, quasi novantenne, sulla Via Francigena fino al balcone di Monte Mario su Roma, in una delle nostre iniziative per il Cammino laico e religioso, assieme a centinaia di giovani; a celebrare gli 80 anni dell’Anica insieme ai vincitori di una dozzina di Premi Oscar e in presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Lui era l’ultimo dei Fondatori in vita, e sempre il primo a inventare nuove creazioni. Una sola volta l’ho sentito gridare, veramente arrabbiato: quando le figlie, pochi anni fa, gli hanno proibito di andare per Roma, e per il Lungotevere, in bicicletta! Si è dovuto adattare a passeggiare a piedi; come faceva nella prediletta campagna di Nepi. Ha continuato ad amare la Calabria, ha attraversato Venezia e Cannes, mantenuto la forza del suo Gruppo di fronte a tutte le trasformazioni: trionfi popolari in sala, film innovativi ed anche difficili, serie tv da prima serata e successi nello streaming. Qualcuno direbbe: che si può chiedere di più dalla vita? Ma la risposta, anche per Fulvio, ribalta la domanda. Riceve dalla vita chi è capace di dare, di inventare, di essere intransigente e amico allo stesso tempo. 

Sono certo che Federica, Presidente dei Produttori dell’ANICA, e Paola continueranno e rilanceranno questa eredità che fa onore a Roma e all’Italia. E quando vedremo immagini dell’amico Gassman o di Sordi il tassinaro, di Troisi, fino a Brizzi, Archibugi, Leo, Bruno o Siani, e cento altri, sapremo che queste immagini ed emozioni che non finiranno mai le dobbiamo a lui.

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