Francia, la rivolta degli studenti: scontri e violenze, chiusi i licei. Un preside cosparso di benzina

2026/10/02

Categories: world-news

L’autunno caldo francese arriva una volta salutato Papa Leone XIV, nel giorno in cui viene presentata la legge di bilancio al Parlamento. Ma la rivolta era nell’aria. Gli studenti, che già si erano uniti alla protesta di sindacati e lavoratori, sono passati alle maniere pesanti: scontri e violenze in ogni parte del Paese, diversi presidi aggrediti, uno addirittura cosparso di benzina assieme ai suoi collaboratori a Marsiglia, nonostante anche il corpo docente prima delle violenze avesse condiviso i motivi delle agitazioni.

Ma la situazione è degenerata, ha preso le sembianze di una rabbiosa rivolta sociale. E un malcontento generale si è già esteso ai campus universitari ed ora il pericolo contagio rischia di varcare i confini nazionali e coinvolgere le nazioni vicine (a Madrid e Barcellona intanto continua la protesta contro la crisi abitativa), anche l’Italia, visto che la stagione delle occupazioni è alle porte e la Francia pur in mille difficoltà ha dimostrato di essere un laboratorio politico in grado di trascinare masse estremiste in piazza.

Francia, rivolta degli studenti: scontri e violenze

Intanto i numeri: 900 azioni di protesta nelle scuole messe a ferro e fuoco in tutti i dipartimenti francesi, con episodi di violenza urbana, cassonetti usati come barricate, scontri con agenti e vigili del fuoco, istituti dati alle fiamme come il liceo Nelson Mandela a Nantes. Davanti al Saint-Exupéry di Marsiglia i giovani hanno dato fuoco a un camion dei pompieri, altri episodi gravi anche a Lille, Parigi centro, Rennes e Rouen, qui sono stati feriti due presidi. Un altro capo d’istituto nel nord della Francia è rimasto colpito dal lancio di un razzo. Oltre 1.949 le persone fermate ieri dalle forze dell'ordine, un altro migliaio nei giorni scorsi, tra loro moltissimi minorenni, 400 scuole paralizzate, in alcune avviata la didattica a distanza. Il ministero dell'Istruzione ha riferito di 119 persone ferite dall'inizio della mobilitazione, tra studenti e personale, colpiti da manganelli e granate lacrimogene; 83 gli agenti feriti.

Il motivo delle proteste è legato alle condizioni di vita negli istituti scolastici specie in periferia: sotto accusa la carenza di professori di ruolo, supplenti, personale amministrativo e assistenti, le classi sovraffollate (tra i 32 e i 35 alunni) dove è impossibile ascoltare e svolgere lezioni, la mancanza di risorse. Orari disumani: «Dalle 8.00 alle 18.00. Più ore di lezione che di sonno», è scritto su un cartello fuori al liceo Lamartine di Parigi. Anche gli insegnanti sono scesi in piazza al fianco dei ragazzi per denunciare ritmi di lavoro insostenibili, stipendi inadeguati e una pressione burocratica che schiaccia la qualità dell'insegnamento. «Gli studenti francesi sono stanchi. Chiedono al governo di poter studiare in edifici che non siano fatiscenti, di avere un ritmo scolastico più sostenibile e di mettere fine al divario fra gli istituti di periferia e quelli dei centri città», ha detto un docente di italiano del liceo Suger, a Saint Denis. Il comune è l’epicentro del movimento studentesco, iniziato lunedì e diventato ora di stampo nazionale. A incidere, anche la torrida estate che ha messo in ginocchio la Francia, evidenziando altre carenze legate al benessere di studenti e lavoratori.

I servizi di intelligence francesi ritengono che il blocco dei licei in corso nel paese sia una «manovra organizzata da La France Insoumise (LFI) e dai suoi proxy dell’estrema sinistra». La chiave di lettura è emersa a Matignon, residenza ufficiale del premier, al termine della riunione della cellula di crisi interministeriale tenutasi sull’argomento e indetta da Lecornu. Alla fine l’esecutivo ha dichiarato che le «occupazioni dei licei» sono ora diventate un caso di “violenza urbana” e che la responsabilità di questa violenza è da ritrovare ne La France Insoumise, il partito di sinistra radicale, che ha aizzato gli studenti contro il governo. Lfi smentisce, parlando di teorie del complotto. Nel frattempo il premier ha chiesto ai suoi ministri di annullare ogni spostamento previsto fino a lunedì - misura raramente attuata in Francia - e fatto sapere che pubblicherà una lista di licei che da oggi terranno lezioni solo a distanza. Sempre da oggi è previsto un decreto prefettizio che vieterà tutti gli assembramenti nelle città interessate dagli incidenti. Una giornata decisiva: con un messaggio su X, il ministro dell'Istruzione Edouard Geffray, ha annunciato che riceverà i sindacati, le associazioni studentesche e i genitori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

>> Home