
GLI STUDENTI ISCRITTI AL MASTER Con i corsi e i workshop realizzati con YACademy, gli studenti (in foto) incontrano il materiale nei luoghi in cui nasce: le cave, gli spazi produttivi, gli showroom
NEGLI ultimi tre anni Franchi Umberto Marmi Academy ha costruito un percorso di formazione e confronto che ha portato il marmo di Carrara al centro del dialogo con alcune tra le voci più autorevoli dell’architettura contemporanea. Anche nel 2026, Franchi Academy ha individuato in YACademy un partner formativo strategico, capace di mettere in relazione giovani architetti, grandi studi internazionali e imprese d’eccellenza. La sinergia nasce dall’incontro tra la conoscenza diretta del marmo di Carrara, delle cave, delle lavorazioni, delle certificazioni e della filiera produttiva e un modello di alta formazione post laurea capace di coinvolgere una community internazionale di progettisti e docenti.
Con i corsi e i workshop realizzati con YACademy, gli studenti non incontrano il materiale in modo astratto, ma lo conoscono nei luoghi in cui nasce: le cave, gli spazi produttivi, gli showroom, le lastre, le superfici, le tecniche di trasformazione. Il marmo cessa di essere un prodotto e diventa paesaggio, storia, competenza, responsabilità e possibilità progettuale. La presenza di architetti provenienti da studi come Snøhetta, BIG, AMDL Circle, Zaha Hadid Architects, Herzog & de Meuron ed EMBT Miralles Tagliabue, insieme a figure come Giuseppe Zampieri (nella foto in alto) e Claudio Silvestrin, ha dato alla Franchi Academy un valore che supera la dimensione dell’incontro formativo.
Nascono da qui anche collaborazioni con architetti internazionali. Come, per fare un esempio, il workshop "Carrara Community Quarry", guidato da Patrick Lüth di Snøhetta, che ha saputo aprire una riflessione sul rapporto tra cava, paesaggio e comunità nello scenario dei Ponti di Vara, uno dei luoghi più iconici delle cave di Carrara. Lo studio norvegese è noto per architetture capaci di trasformare gli edifici in spazi pubblici e luoghi di relazione. Con Giuseppe Zampieri, partner di David Chipperfield Architects Milan, il tema del marmo ha assunto, poi, una dimensione più raccolta e spirituale. Il workshop "Da cave a templi" ha invitato gli studenti a immaginare, nel cuore delle cave di Ravalunga, un luogo di meditazione interreligiosa. Zampieri, direttore del Master, porta con sé una cultura progettuale fondata su misura, contesto, permanenza e qualità costruttiva. Il riferimento al suo lavoro su allestimenti come la collezione Torlonia rafforza questa relazione tra architettura, scultura e valorizzazione della materia.
La presenza di Giulio Rigoni di BIG – Bjarke Ingels Group ha introdotto, poi, la prospettiva di un’architettura capace di connettere narrazione, scala urbana, sperimentazione e immaginario collettivo. Con il progetto "Bucce", il marmo è stato letto non solo nella sua monumentalità, ma come materiale attivo, capace di generare nuove forme, nuovi linguaggi e nuove relazioni tra oggetto, spazio e racconto.
Con Nicholas Bewick di AMDL Circle, Franchi Academy ha approfondito il rapporto tra marmo, design e spiritualità attraverso il modulo Trascendenza e design, dedicato agli oggetti cultuali e al loro ruolo nello spazio sacro. La visita di Claudio Silvestrin ha portato in Academy una delle voci più riconoscibili del minimalismo internazionale. Nei suoi lavori la pietra naturale non è mai semplice rivestimento, ma materia essenziale. Con Bogdan Zaha di Zaha Hadid Architects, il confronto si è orientato verso il rapporto tra architettura, moda e retail. Il linguaggio fluido e dinamico dello studio ZHA ha spesso esplorato il confine tra architettura, design e scultura; anche il marmo, in questa prospettiva, può diventare materia di sperimentazione, capace di tradurre forme complesse e superfici continue in esperienze spaziali immersive.
Infine, la presenza di Olga Bolshanina di Herzog & de Meuron ha aperto un dialogo con uno studio che ha fatto della fisicità dei materiali, delle superfici e delle texture uno dei propri strumenti più riconoscibili. I riferimenti al fashion retail e a progetti come Prada Aoyama e Miu Miu Aoyama permettono di leggere la pietra naturale dentro scenari contemporanei in cui materia, identità del brand, città e percezione dello spazio si intrecciano. A questo percorso si aggiunge ora il prossimo appuntamento con Benedetta Tagliabue, alla guida di EMBT Miralles Tagliabue, che sarà protagonista di una nuova tappa della Franchi Academy articolata tra visita alle cave e letture.
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