Francesco Facchinetti, la confessione su Alessia Marcuzzi: «Se mi chiamasse alle 5 partirei». Poi la crisi con la moglie: «Pensavo fosse finita»

2026/10/02

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«Alessia Marcuzzi? È una donna che ho amato tantissimo. Se mi chiamasse alle cinque del mattino per andare a prenderla a piedi sul K2, partirei». Francesco Facchinetti torna a parlare del legame con la sua ex compagna, madre della sua prima figlia, ma racconta anche uno dei momenti più delicati del matrimonio con la moglie, quando ha temuto che la loro storia fosse arrivata al capolinea.

Ospite di Nunzia De Girolamo nella prima puntata della nuova stagione di Ciao Maschio, in onda sabato 3 ottobre alle 17.10 su Rai 1, il conduttore e manager ripercorre vita privata e carriera, dalla terapia di coppia al rapporto con il successo, fino agli incontri con Silvio Berlusconi e Luciano Pavarotti.

Alessia Marcuzzi e quell'amore «per sempre»

De Girolamo parte da una vecchia dichiarazione di Facchinetti, che aveva definito quello per Alessia Marcuzzi un amore «per sempre». Un concetto sul quale oggi non sembra avere dubbi. «Assolutissimamente. È una donna che ho amato tantissimo. È una donna con cui ho avuto la mia prima figlia», spiega. E per chiarire quanto sia ancora importante per lui aggiunge: «Se lei dovesse chiamarmi stanotte alle 5 di mattina per andare a prenderla a piedi sul K2 dall'altra parte del mondo, io parto. Non ci penso neanche». Alla domanda se sia mai successo di correre in suo aiuto, Facchinetti risponde di sì, precisando però di comportarsi allo stesso modo anche con altre persone a cui è legato: «Sono una persona presente per tutti».

La crisi con la moglie e la terapia di coppia

Il racconto si sposta poi sul matrimonio e sulla terapia di coppia. Alla domanda se abbia mai pensato che tra lui e la moglie, Wilma Helena Faissol, fosse davvero finita, Facchinetti non nasconde le difficoltà: «Sì, l'ho pensato». Per il manager attraversare momenti di forte crisi può anche costringere a rimettere a fuoco ciò che conta: «Secondo me ogni tanto bisogna andare all'inferno. L'inferno è creativo. Ti aiuta a capire, a dare importanza alle cose che hai», chiarendo però che «bisogna sempre mantenere un confine» e rispettare la persona che si ha davanti.

Il pensiero di una possibile rottura, ammette, è tornato più volte: «Lo penso tante volte, mia moglie forse più di me. Io magari sono un po' più leggero».

«Non ho mai chiesto ai miei genitori perché hanno divorziato»

C'è poi una domanda rimasta senza risposta per anni e che riguarda direttamente la sua famiglia. «Non ho mai chiesto a mia mamma e a mio padre perché si sono divorziati», racconta Facchinetti. Una scelta consapevole: «È una delle cose che non ho mai voluto sapere».

Non conoscere le ragioni della separazione, spiega, è stato anche un modo per proteggersi dalla sofferenza e per evitare di schierarsi con uno dei due genitori. Oggi, però, sembra esserci spazio anche per l'ironia: «Fatemi sapere perché. Mandatemi un messaggio vocale».

Tra i ricordi dell'infanzia ne spunta anche uno decisamente particolare: «Io sono stato cacciato dalla Montessori. Immaginate che tipo di maschietto ero io».

L'incontro con Berlusconi: «Volevo chiedergli molti più soldi»

Facchinetti racconta anche un incontro ad Arcore con Silvio Berlusconi, al quale aveva presentato una proposta per la gestione dei suoi canali social. Quando De Girolamo gli chiede se si sia pentito di aver avanzato una richiesta economica troppo alta, replica: «No, ne avevo richiesti di più». I suoi soci, ricorda, lo guardavano increduli perché avrebbero lavorato anche gratuitamente per Berlusconi. Facchinetti, invece, aveva una convinzione: «Berlusconi ti pesa per quanto vali». La proposta non venne accettata, anche se secondo lui «l'offerta gli è piaciuta».

Il successo e quella proposta su Pavarotti diventata realtà

Il rapporto di Facchinetti con il successo non è stato sempre lineare. «Ho cercato di farlo terminare più di una volta», ammette. «Sono una persona che tende a costruire le cose e poi a trovare il modo di distruggerle». Una sorta di continuo esercizio di ricostruzione che, però, ha iniziato a vedere diversamente dopo essere diventato padre.

E proprio parlando degli anni di maggiore popolarità racconta un aneddoto emblematico. Durante una riunione in casa discografica propose quasi per provocazione: «Facciamo un pezzo con Pavarotti». Un'idea che lui stesso considerava irrealizzabile. E invece «è successo». Quella collaborazione divenne persino il suo biglietto da visita quando si trovava all'estero: «Nelle discoteche di New York, quando mi chiedevano cosa facessi, rispondevo: “Io ho fatto un pezzo con Pavarotti”».


Ultimo aggiornamento: venerdì 2 ottobre 2026, 18:08

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