Fotovoltaico galleggiante sul lago di Osiglia? Una tesi di laurea dell’UniGe dimostra la fattibilità - IVG.it

2026/08/15

Categories: world-news

Osiglia. Fotovoltaico galleggiante sul lago di Osiglia? Per ora è solo uno studio, che dimostra però la possibilità di integrare la produzione di energia idroelettrica con quella solare, anche se i costi di realizzazione sono ancora fuori mercato e, seppur il gestore dell’invaso, ovvero Tirreno Power, sia a conoscenza del progetto redatto solo finora a fini didattici, non c’è per ora alcuna proposta di concretizzarlo.

Il bacino artificiale è stato oggetto di una tesi di laurea sviluppata dallo studente di Ingegneria Meccanica triennale Lorenzo Stefano Greco, con relatore Samuele Memme, ricercatore presso il Dipartimento DIME dell’Università di Genova, specializzato in ingegneria dell’energia solare.  Memme è professore di Solar and Geothermal Energy e di Nuclear Energetics nel corso di laurea magistrale in Energy Engineering dell’Università di Genova presso il campus di Savona, e di Energetica e Termodinamica Applicata nella magistrale di Ingegneria Meccanica a Genova. Il gruppo di ricerca è interno alla sezione TEC del Dipartimento DIME e fa capo al Solar and Geothermal Lab del Prof. Marco Fossa, professore ordinario di Fisica Tecnica, docente dal 2006 di Energie Rinnovabili e di Solar and Geothermal Energy nelle magistrali di Ingegneria UniGe.

Sviluppo del fotovoltaico

Entrando nel dettaglio dello studio effettuato, poichè negli ultimi anni il fotovoltaico ha conosciuto una trasformazione sostanziale, spinta principalmente da una significativa diminuzione dei costi e considerato che ovunque, ma specialmente in Liguria, esiste una significativa limitazione al numero e alla taglia di impianti installabili a causa della scarsa disponibilità di ampie superfici a terra, si sta pensando a quello che consiste nell’installazione di pannelli solari su piattaforme che galleggiano sulla superficie di bacini d’acqua: laghi artificiali, bacini idroelettrici, ex cave allagate o invasi agricoli.

“Le strutture – come spiegano i ricercatori – sono ancorate al fondale o alle sponde e realizzate con materiali resistenti e durevoli come il polietilene ad alta densità. I vantaggi includono il riutilizzo di superfici altrimenti inutilizzabili, il raffreddamento naturale dei pannelli (che migliora il rendimento nei mesi estivi), la riduzione dell’evaporazione e il potenziale di integrazione con l’idroelettrico. Le principali sfide sono i costi di installazione, ancora superiori rispetto al fotovoltaico a terra, le barriere normative e i possibili conflitti con la fruizione paesaggistica. Non a caso il primo impianto con queste caratteristiche in Italia non è ancora stato realizzato”.

La tesi
L’oggetto della tesi, sviluppata presso l’Università di Genova, è la valutazione della fattibilità tecnica, energetica ed economica di un impianto fotovoltaico galleggiante da 1 MWp sul Lago di Osiglia.

“L’obiettivo è dimostrare come lo sfruttamento delle superfici idriche artificiali possa superare i vincoli morfologici della Liguria, regione priva di aree pianeggianti e caratterizzata da un territorio complesso – sintetizza il prof. Memme – Per valutare le prestazioni dell’impianto, collocato in prossimità della diga per sfruttare le infrastrutture elettriche esistenti e nel rispetto di fasce di rispetto per le attività ludico-sportive, è stato sviluppato un modello di simulazione oraria che elabora, per tutte le 8760 ore dell’anno, l’irradianza solare incidente sui moduli”.

Caratteristiche dell’impianto
“L’impianto, che prevede un layout di 4000 pannelli per una superficie di circa 6600 m² e un ingombro totale di circa 9400 m², produrrebbe annualmente circa 1.46 GWh di energia solare. L’analisi ha quantificato le perdite dovute all’orografia: i picchi si registrano a maggio (6.25%) e giugno (6.05%), a causa della combinazione tra il percorso del sole, deterministicamente calcolabile, e l’orografia locale, mentre in inverno la penalizzazione è più contenuta (max 5.12% a gennaio) grazie a un percorso solare breve ma centrato a Sud – concludono gli esperti –  A parità di condizioni, l’impianto galleggiante produce il 2.5% di energia in più rispetto a un equivalente impianto a terra: la temperatura operativa media dei pannelli sul lago è inferiore di 1.6°C rispetto a quella che avrebbero su un terreno asciutto, con un guadagno annuo di circa 35 MWh. Lo studio ha inoltre evidenziato come l’integrazione con l’idroelettrico preesistente consenta di generare energia solare nelle ore centrali della giornata preservando i volumi idrici per la domanda serale, sfruttando le infrastrutture di connessione già esistenti”.

>> Home