Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Le immagini dei festeggiamenti di ieri sul Lungomare raccontano una serata speciale. Che atmosfera si è respirata?
"Un bel pandemonio, devo dire. È stata una serata di grande calore, grande partecipazione. Non poteva essere altrimenti. Dispiace per qualche polemica sulla questione del terremoto, ma io devo spezzare anche una lancia. Compreso il sottoscritto, noi abbiamo ricevuto la notizia in corso, tra l'altro non abbiamo neanche sentito la scossa, perché eravamo a livello del mare fondamentalmente, quindi non abbiamo avvertito assolutamente nulla. Poi sono arrivate le notizie, ma non abbiamo avuto nessuna percezione di quello che poteva essere successo. Per cui polemiche sterili. È ovvio che ci sia tutta la solidarietà a chi a Pozzuoli ha avuto delle grosse problematiche e questo non significa essere insensibili, quindi volevo precisare questa cosa. Dopodiché è giusto anche sottolineare che è stata una serata veramente piena di cuore, piena di orgoglio, piena di voglia di festeggiare questo Napoli al di là di quelle che sono le questioni sportive sul campo. Insomma, è una questione di appartenenza, è una questione che riguarda l'identità ed è giusto così."
Quella di ieri è stata una festa spontanea, mentre quella di stasera sarà organizzata dal club. Forse la vera festa è stata quella di ieri?
"Saranno due feste diverse, aspettiamo di vedere quella di stasera prima di giudicarle. Sono due feste diverse, giusto così. Una è una festa del popolo e un'altra è una festa istituzionale del club che celebra se stesso, quindi bisogna interpretarla semplicemente in questo modo. Ognuno ha fatto il suo, giustamente. Io mi auguro anche che quella di stasera sia una bella festa, per carità, senza nulla togliere a quella di ieri sera che sicuramente era diversa, aveva un altro tipo di sentimento."
Sul Lungomare sono state esposte tante immagini della storia del Napoli. Quanto è importante raccontare il passato anche attraverso queste fotografie?
"È necessario farlo in tutte le maniere possibili e immaginabili: con i racconti, come faccio io, con le fotografie, come hanno fatto ieri, con i simboli che Napoli ha recuperato. Tutti hanno fatto bene a mettere un loro contributo alla questione. Ognuno ha fatto la sua parte. Hanno fatto anche un'ottima cosa gli ultras ieri. Tra l'altro la maglia della quale poi sono stato anche felicemente omaggiato io è un bell'omaggio. Non so se l'avete notata anche voi, ma immagino di sì: la maglia che indossavano tutti gli ultras era veramente molto bella, ricorda molto le origini."
Come si possono riassumere questi cento anni di storia del Napoli?
"Assolutamente con l'immagine di una bandiera. La bandiera di un calcio del Sud che assolutamente deve riconoscersi nel Napoli. Poi si può essere antagonisti come tifoserie, però bisogna riconoscere che se c'è un baluardo del calcio al Sud quello è il Napoli. L'unica squadra, l'unica tifoseria al seguito di un club importante è dappertutto quella del Napoli. Il Napoli è diventato sicuramente una squadra matura, matura a livello delle tre grandi storiche, quindi bisogna riconoscerlo. C'è una bandiera al Sud e, per il resto, io lo dico sempre: altrove al Sud ci sono tifoserie con il doppio tifo. Magari tifi per la squadra locale quando raggiunge la Serie A, poi si continua a tifare Milan, Inter e Juventus. A Napoli questo non succede. Questo è il sintomo di una grande identità che non si sdoppia in alcuna maniera. O sei tifoso del Napoli, in grandissima maggioranza nel nostro territorio, oppure tifi per qualche altra squadra, ma da qua non si scappa."
Proviamo a costruire la tua top 11 ideale dei cento anni del Napoli.
"Un bel lavoraccio, devo dire. Partirei da Zoff, perché sicuramente a livello di storia fa parte anche della storia del calcio italiano e della Nazionale, quindi Zoff sta benissimo in porta. In difesa direi assolutamente Krol al centro e non disdegnerei anche lo stesso Renica, che forse è un po' sottovalutato ma è stato un grande libero. Forse si sovrappongono come figure Krol e Renica, però io li metto come due centrali, poi vedano loro come sistemarsi. Come esterni ci metterei Francini e potrei adattare magari Renica sulla destra e mettere Cannavaro al centro. Facciamo quindi questa linea con Krol, Renica, Cannavaro e Francini. A centrocampo facciamo un 4-3-3 e ci mettiamo Juliano sicuramente, poi Alemao, che è stato un grande centrocampista, e Bagni, assolutamente sì. Magari qualcuno potrebbe fare altre scelte, ma così recuperiamo anche un pezzo di storia. Davanti assolutamente Maradona e Careca. Io ci metto anche Cavani: non è stato certamente migliore di Higuain, ma per abnegazione e volontà scelgo lui. Mi piacerebbe vedere in una squadra ideale Maradona, Careca e Cavani insieme."
Quindi Cavani è l'unico giocatore dell'era De Laurentiis presente nella tua formazione?
"Assolutamente, ma se ne potrebbero citare tanti. C'è Mertens che è un altro grandissimo e non lo disdegnerei affatto in questa formazione."
A chi affideresti la panchina di questa squadra?
"Anche qui c'è l'imbarazzo della scelta. I migliori allenatori della storia del Napoli, per quanto hanno prodotto, sono stati Vinicio, Spalletti e Conte. Ci metto Conte assolutamente, anche se poi è andato un po' scemando dal punto di vista del gioco. Il primo anno ha fatto vedere buone cose, il secondo assolutamente no, però comunque ha vinto. Non ci metto Sarri tra i primi tre perché purtroppo non ha vinto, anche se virtualmente uno scudetto ce l'ha portato a casa. Mi dispiace che poi abbia detto che sono stati più bravi gli altri, ma l'ha detto quando stava con gli altri, quindi per me è una nota di demerito. Se mi devi chiedere qual è l'allenatore che scelgo, allora ti dico Spalletti per quello che ha fatto nel secondo anno, assolutamente."
Come immagini il Napoli dei prossimi cento anni e qual è il tuo più grande sogno per il futuro del club?
"Il Napoli ci ha messo tanto per arrivare a certi livelli. Ci è arrivato con Maradona e poi è caduto nel baratro, quindi non è rimasto a quei livelli. Adesso è una squadra, anzi un club, assolutamente forte e non ci sono dubbi che possa restare a questi livelli. Dovrebbe accadere veramente un disastro, cosa che ovviamente non mi auguro. Verrà il giorno, il più tardi possibile, in cui De Laurentiis dovrà cedere la mano. Non so se lo farà ai figli, ma credo che abbia capito che non saranno loro a continuare la sua opera. Mi auguro che ceda a qualcuno che abbia la capacità economica di reggere questo club importante ma soprattutto la capacità imprenditoriale. Non basta avere i soldi, bisogna saperli far girare e farli fruttare. Mi auguro che, quando accadrà, si trovi un acquirente all'altezza del livello a cui De Laurentiis ha portato il Napoli. Io vedo il Napoli continuare a questi livelli la sua rincorsa alle tre grandi del Nord, che non possono più avere il vantaggio che hanno avuto fino agli anni Ottanta. Oggi non ce l'hanno più."
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