Firmato l’ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere verso il carcere di Bollate

2026/07/17

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C'è l'ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni del Cuneese, condannato in via definitiva per avere ucciso due rapinatori in fuga ed averne ferito un altro, il 28 aprile 2021, a Grinzane Cavour. Lo ha emesso la Procura di Asti alle 12:45, a firma del procuratore Biagio Mazzeo. Ad Asti si era svolto il processo di primo grado, conclusosi con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotti in appello a Torino a 14 anni e 9 mesi e confermati mercoledì in Cassazione.

Da poco si è appreso che l'uomo è diretto al carcere di Bollate, nel Milanese, per costituirsi.

Intanto, secondo quanto scrive un'agenzia di stampa, la moglie di Roggero ha presentato domanda di grazia al presidente della Repubblica. La notizia, che ormai da 48 ore tiene banco nel dibattito politico nazionale, segue l'interlocuzione, avvenuta ieri, tra il capo dello Stato e il ministro della giustizia, Carlo Nordio, che è stato convocato al Quirinale dopo che via Arenula aveva aperto un fascicolo per l'avvio dell'iter per la concessione della clemenza al condannato. Sergio Mattarella, in una nota diffusa dopo l'incontro, ha puntualizzato quali sono le prerogative del presidente della Repubblica, a norma della Costituzione, chiarendo che questa iniziativa spetta solo al capo dello Stato.

Il possibile ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo 

Nel filmato, diffuso ieri dopo la sentenza, aveva esordito così: “È finita, sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari”. Ultimi minuti che, almeno per ora, si sono allungati, mentre la sua vicenda diventa sempre più un caso politico. Sono tornati a commentare la sentenza, intanto, anche gli avvocati Marcolini e Rovani. “Siamo profondamente delusi. Ci aspettavamo sicuramente che finisse in modo diverso” hanno dichiarato. “Siamo giuristi e attendiamo le motivazioni. Ma soprattutto si apre la strada del ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Lo stesso Mario ci ha chiesto di non abbandonare: è solo una battaglia persa, per una guerra di giustizia da continuare”.

La sentenza della Suprema Corte

La Cassazione ha confermato mercoledì la condanna a 14 anni e 9 mesi per Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, imputato per l'uccisione di due rapinatori e per il ferimento di un terzo uomo dopo l'assalto al suo negozio.

L'aggressione al fidanzato della figlia: l'episodio del 2005 richiamato dalla Cassazione nella sentenza di secondo grado

L'aggressione al fidanzato della figlia, avvenuta nel 2005, è uno degli elementi richiamati nelle motivazioni della sentenza della Corte d'appello di Torino, che ha condannato Roggero. Secondo i giudici d'appello, Roggero si era presentato a casa della famiglia del fidanzato della figlia minacciandolo e aggredendolo. Nelle motivazioni della sentenza del 2025, i giudici ricordano anche che Roggero era “affetto da un disturbo post traumatico da stress, in seguito alla precedente rapina del 2015”. Secondo quanto riportato negli atti, era convinto “di dover agire da solo, posto che le autorità a ciò deputate non avevano svolto in modo adeguato il loro compito a seguito di quella rapina”, osservando inoltre che “la modalità impulsiva di reazione agli eventi fosse presente anche nel passato”, proprio con riferimento all'episodio del 2005.

Il sostegno del centrodestra

“Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un'aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo ingiusta questa condanna” ha commentato già ieri il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. A sostenere la via della grazia ci sono anche il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, e il titolare della Difesa, Guido Crosetto, oltre a una raccolta firme di parlamentari del centro destra. A questo si aggiunge una petizione online, che ha raccolto oltre 166.000 adesioni.

Il processo di primo grado (2023)

La Procura contestò a Roggero il reato di omicidio volontario plurimo e tentato omicidio, sostenendo che, al momento degli spari, l'aggressione fosse ormai terminata e che quindi non ricorressero i presupposti della legittima difesa. Il 4 dicembre 2023 la Corte d'Assise di Asti lo condannò a 17 anni di reclusione, riconoscendo alcune attenuanti ma escludendo la legittima difesa.

Il giudizio d'appello (2025)

Nel processo d'appello, la difesa continuò a sostenere che Roggero avesse agito in una situazione di grave turbamento e per proteggere sé e la propria famiglia. L'accusa ribadì invece che si fosse trattato di una reazione successiva alla rapina, definendola una “illegittima vendetta” e sostenendo che il pericolo fosse ormai cessato. Il 3 dicembre 2025 la Corte d'Assise d'Appello di Torino confermò la responsabilità penale di Roggero, riducendo però la pena a 14 anni e 9 mesi di reclusione.

Le motivazioni della Corte d'Assise

Nelle motivazioni, depositate nel 2026, la Corte ha affermato che la legittima difesa non era applicabile, perché al momento degli spari l'azione dei rapinatori era già conclusa: essi avevano lasciato il negozio e stavano tentando di allontanarsi in auto. Secondo i giudici, mancava quindi il requisito dell'attualità del pericolo richiesto dall'articolo 52 del Codice penale.

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