Il primo pensiero va al fatto del giorno. Anzi, del weekend. Perché i calciatori sono tanto più leggendari quanti più avversari hanno dalla loro parte. E essere dalla parte di Sandro Mazzola era onestamente facilissimo per il calcio italiano. «Se ne va un simbolo. Dell’Italia, dell’Inter, del calcio italiano» il pensiero che ieri Allegri ha tributato a uno dei più riconosciuti calciatori italiani nel mondo. Max lo ha sempre visto da avversario nerazzurro quando difendeva il rossonero, ma se si tratta di quei personaggi lì anche l’essere avversari cambia. E cambia tutto. «Il calcio italiano perde un uomo grandissimo, prima ancora che un grande calciatore».
La notizia della scomparsa di Mazzola arriva in casa Napoli a poche ore dalla partenza per Firenze. Il treno poco dopo le 16 da Afragola, l’arrivo in Toscana alle 18.40 o poco più. Insomma, un sabato impegnativo per chi ritiene quella di oggi una delle partite cruciali dell’anno. E non per il risultato, non solo per quello, ma per le risposte che l’allenatore toscano s’aspetta da un gruppo che deve mettere le carte sul tavolo e giocarsi la verità, far capire a cosa potrà puntare in una stagione che per il momento vede ben altri protagonisti in Serie A.
Ma il Napoli come sta?
«Decisamente bene, per non dire bene. Ci siamo allenati sempre al meglio per tutta la settimana e poi quella di Firenze è una gara complicata. Secondo me una delle quattro o cinque partite più importanti di tutta la stagione. Possiamo dare seguito al risultato ottenuto contro il Bologna che per noi è stato importantissimo. E possiamo presentarci bene alla sosta. Abbiamo 21 giorni di lavoro davanti a noi».
De Bruyne, dopo l’infortunio dello scorso anno, come va gestito?
«Stiamo crescendo tutti di condizione. Anche Kevin sta bene, credo ci sarà dal primo minuto per darci una mano. Sarà l’ultima partita del primo mini-ciclo di questa stagione lunga».
Molto lunga, ancor più complicata se con tutti questi infortunati?
«Anguissa non s’è mai allenato questa settimana, ma ieri è rientrato in gruppo e sarà almeno in panchina. Spinazzola ha avuto questo contrattempo fisico, tornerà a disposizione dopo la sosta quando ne troveremo tanti. Ci sarà Meret, ci sarà anche McTominay. E Marianucci: lui, però, sarà più in ritardo di condizione rispetto agli altri e dovrà recuperare più a lungo. Nell'arco della stagione difficilmente la squadra ha sempre tutti a disposizione. L'importante è che quelli che abbiamo poi facciano bene in campo. Serve lo spirito giusto e ragionare sempre di squadra».
Invece, David Neres ha recuperato al meglio.
«Sta bene, è completamente a disposizione, può darci una mano importante. Tutti, da Beukema a Badiashile, stiamo crescendo. Gli allenamenti servono per mettersi in condizione, mapoi ovviamente c’è la partita e la partita è quella che conta».
Per Lang è un’occasione?
«Noa può e deve dare di più perché ha qualità importanti».
La nazionale quanto farà bene a Vergara?
«Siamo contenti che sia stato chiamato, anche il club deve esserlo: è un giocatore che si è messo in evidenza qui un anno fa molto bene e sta crescendo dal punto di vista sia tecnico che tattico. Ma anche Favasuli convocato in Under 21 deve essere motivo di orgoglio».
A proposito di Favasuli: è stato l’argomento della settimana dopo l’ingresso con il Bologna. Come si gestisce?
«Nessuno si aspettava un impatto così da Costantino tra Arsenal e Bologna. Non è una questione tecnica, ovviamente, conosciamo le sue qualità, ma tutti dobbiamo fare un percorso senza forzare mai le cose. Va lasciato sereno e senza troppe pressioni per poter proseguire questo percorso intrapreso. La responsabilità non deve essere loro - così come ho detto per Vergara qualche settimana fa - ma dei più anziani, dei calciatori più esperti. Loro devono mettere energia e voglia di fare. Poi è chiaro che tutti, all’interno di un gruppo, devono costantemente migliorare. Quando si lavora tutti i giorni bisogna mettersi sempre in discussione».
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