SPRESIANO (TREVISO) - Un’ottantenne fragile raggirata da due truffatori e un bottino dal valore di oltre 80mila euro recuperato in un’altra provincia, dopo che i malviventi sono stati fermati per un’infrazione al codice della strada. L’ennesima truffa è stata portata a termine ieri mattina a Spresiano con la solita, rodatissima tecnica del falso carabiniere. Questa volta i malviventi, prima al telefono e poi alla porta di casa, erano in due, per rendere ancora più credibile la storia della «pattuglia» venuta a ispezionare oro e gioielli, ritenuti presunti proventi di una rapina in banca. Sempre la stessa tecnica, che nonostante tutto continua a funzionare.
I truffatori
Il loro profilo combacia con quelli finora riscontrati in questo genere di raggiri: si tratta di un uomo di 62 anni e di uno di 29, entrambi già noti alle forze dell’ordine per fatti analoghi e di origine campana. Più volte è emerso come il traffico legato alle truffe di questo tipo abbia stretti legami con la criminalità organizzata campana, almeno per quanto riguarda il riciclaggio del denaro e la ricettazione dei preziosi. E i due truffatori avevano fatto centro a Spresiano, perché l’ottantenne aveva consegnato loro una somma elevatissima, tra contanti e gioielli di valore. Mentre viaggiavano sull’autostrada A1 a bordo di un suv preso a noleggio, hanno deciso di fermarsi in un’area di servizio per una sosta. Ed è proprio lì che sono stati fermati dalla Polstrada della Sezione di Bologna Sud, nell’area di servizio Cantagallo Ovest. Entrambi erano infatti senza la cintura di sicurezza.
Una semplice violazione del codice della strada che ha portato gli agenti a fermarli e a chiedere loro i documenti, sia per contestare la sanzione sia per la decurtazione dei punti dalla patente. Quando però il ventinovenne ha accostato il veicolo, i poliziotti hanno notato che entrambi gli occupanti erano più nervosi del dovuto, anche considerando i loro precedenti. Così, oltre a multarli, la pattuglia ha effettuato un controllo della macchina: all’interno c’erano 77mila euro in contanti, oltre a gioielli e collane. Un bottino che, secondo quanto riferito dalla vittima e dalla sua famiglia, supera complessivamente gli 80mila euro, senza contare il valore affettivo dei preziosi. Grazie ai riscontri ottenuti attraverso i carabinieri della caserma di Spresiano, i poliziotti hanno potuto ricondurre il bottino alla truffa denunciata in tarda serata dalla famiglia della donna alla compagnia dei carabinieri di Treviso. I poliziotti bolognesi hanno inoltre denunciato altri due soggetti per lo stesso motivo. Denunciati ma, non essendoci la flagranza di reato, lasciati in stato di libertà.
La rabbia
Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano, invita i cittadini a fare attenzione: «I carabinieri non chiedono mai soldi. E soprattutto non entrano in casa senza uniforme per raccoglierli. In questo caso sono entrati in casa con uno che teneva distratta e occupata la vittima e l’altro che è andato a rubare il bottino. Le forze dell’ordine vengono a casa soltanto quando le chiami tu. Non arrivano in automatico, a meno che non debbano notificare qualcosa, ma in quel caso si presentano in uniforme e aspettano fuori dal cancello. Se avete qualche dubbio, chiamate in caserma». Nonostante le tante iniziative organizzate, anche dal Comune di Spresiano, per sensibilizzare la popolazione su questo genere di truffe, la tecnica continua a funzionare: «Tra l’altro ti dicono anche: “Chiami pure in caserma, altrimenti veniamo noi da voi: siamo in zona”. E magari uno pensa: “Va bene, facciamo prima”».
Continua a sorprendere, invece, la quantità di oro e contanti che le famiglie trevigiane conservano in casa nonostante il rischio di furti. Al di là delle truffe, che in questi anni hanno fruttato letteralmente milioni di euro, in molti casi consegnati di persona dalle vittime, bottini così ingenti finiscono per attrarre anche i topi d’appartamento. Il consiglio delle forze dell’ordine è di non tenere troppo denaro e oggetti di valore in casa e, piuttosto, di utilizzare cassette di sicurezza in banca.
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