Al termine della riunione del Consiglio a Rabat, in Marocco, la Fifa ha ritirato il progetto di apertura ai capitali privati e ha ammesso di aver commesso "errori" nella gestione della vicenda, presentando le proprie scuse. Nonostante le critiche, Gianni Infantino ha ottenuto il "pieno sostegno" dei vertici e resta alla presidenza della Federcalcio mondiale
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La Fifa fa marcia indietro sul progetto di apertura ai capitali privati e ammette di aver sbagliato, ma conferma Gianni Infantino alla guida. Al termine della riunione del Consiglio andata in scena a Rabat, in Marocco, la Federcalcio mondiale ha annunciato il ritiro della proposta di cedere quote delle proprie competizioni a investitori privati, riconoscendo una serie di "errori" nella gestione dell'intera vicenda e presentando le proprie scuse. Poche ore dopo, i vertici dell'organizzazione hanno ribadito il sostegno al presidente svizzero-italiano.
Le scuse e il progetto ritirato
Nella nota diffusa al termine dell'incontro, alla presenza di Infantino, la Fifa riconosce che l'iter "avrebbe dovuto essere gestito diversamente" e che errori sono stati commessi anche dopo che la proposta era trapelata agli organi di stampa. In una lettera separata indirizzata al Consiglio e alle associazioni affiliate, l'organizzazione ha formalizzato le proprie scuse, impegnandosi a evitare che simili passi falsi si ripetano. È inoltre previsto un riesame della vicenda, con un rapporto che sarà presentato alla prossima riunione del Consiglio.
Il progetto, sottolinea la Federazione, è "ora fuori discussione". Con il suo ritiro, la Fifa ha fatto sapere che non tollererà "più alcun attacco alla sua integrità, al suo buon governo e al suo giusto processo" e che adotterà tutte le misure necessarie per proteggere il proprio nome e la propria reputazione.
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Il sostegno a Infantino
Nonostante l'ammissione degli errori, Infantino resta saldo al vertice del calcio mondiale. Il presidente aveva convocato i membri del Consiglio direttivo nella sede africana della Fifa a Rabat, dopo le crescenti critiche seguite al tentativo, poi fallito, di cedere quote delle competizioni a soggetti privati. A quattro ore dalla fine della riunione, l'organizzazione ha diffuso una dichiarazione con cui ha confermato il "pieno sostegno" al numero uno della Federcalcio.