«Ora la sfida delle comunali: siamo pronti». Nemmeno il tempo di festeggiare l’elezione per acclamazione a coordinatore campano di Forza Italia e l’europarlamentare Fulvio Martusciello si lancia già a capofitto per la sfida di palazzo San Giacomo. Non in prima persona: «Serve un nome della società civile in questo momento storico», aggiunge a margine dell’elezione che è una riconferma.
«Nel 2022 fui scelto da Silvio Berlusconi, questa volta mi hanno votato gli iscritti», puntualizza lui chiudendo anche qualche tensione della vigilia per questa candidatura unica. «Ci sono stati confronti anche accesi ma alla fine ha prevalso il buon senso», spiega il senatore Franco Silvestro, prima amico di Martusciello, poi nemico, e ora di nuovo amico e l’incarico di vice segretario regionale. Anche se ieri i parlamentari Bicchielli, Patriarca e De Rosa e il consigliere regionale Petitto non rinunciano alla contesa interna con la richiesta ai probiviri di invalidare il congresso. Li gelerà poco dopo il numero uno del partito Antonio Tajani intervenuto in video dall’Argentina: «Basta appellarsi ai cavilli».
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La platea
La sala dell’hotel Continental sul lungomare è stracolma con gli iscritti venuti da ogni provincia che faticano ad entrare. A presiedere i lavori Alberto Cirio, governatore del Piemonte (mentre il collega azzurro della Basilicata, Vito Bardi, è in prima fila) accanto ai rappresentanti di tutti i partiti ed al sindaco Gaetano Manfredi. «Sulle cose importanti, laddove c'è un’unità di idee, bisogna cercare di raggiungere la più ampia convergenza. E’ quello che ho cercato di fare in questi cinque anni e il rapporto con Forza Italia è stato sempre un rapporto positivo e costruttivo», sottolinea il primo cittadino.
Così come evidenzia anche Teresa Armato, assessore comunale, che interviene come presidente regionale del Pd. In mezzo il siparietto organizzato da uno degli ospiti: il vulcanico Samuele Ciambriello, garante regionale dei detenuti, che tira fuori un test antidroga invitando i politici a sottoporvisi. Non si tira indietro Martusciello al test salivale in grado di percepire la presenza nel corpo di sostanze stupefacenti assunte fino a 15 giorni prima. «Assolutamente negativo» certifica un medico in sala chiamato sul palco. «La mia droga sono loro», dice Martusciello indicando la platea che applaude a scena aperta.
«Abbiamo voluto la stagione dei congressi nelle province e adesso lo facciamo per la prima volta a livello regionale per dare maggiore radicamento e prepararci per le politiche e le comunali nelle grandi città, Napoli compresa», sottolinea il senatore azzurro Maurizio Gasparri. E così Martusciello che disegna il nuovo partito che sarà contrassegnato da maggiore autonomia: «Dobbiamo farci carico di ogni istanza. E se si dovesse anche aprire un contenzioso con il partito nazionale, non ci sottrarremo». Poi la sfida di palazzo San Giacomo: «Si vince con un nome della società civile che è un progetto già avanzato ed è al tavolo nazionale. Niente bandierine ma io credo come il nome politico a Napoli sia sfavorito rispetto al quello civile in questa fase storica». Contro Manfredi che pure è un nome della società civile e gode di grandi apprezzamenti: ci sarà spazio? «C’è una Napoli che in questa fase è silente, che non si riconosce nelle politiche di Manfredi, che soffre e che - eccola la sciabolata - non si ritrova nell’amministrazione di un sindaco che non vive qui». Poi due messaggi all’esecutivo di centrodestra. Il primo: «Il Sud è in credito nei confronti del governo: qui niente data center che non creano lavoro e consumano solo energia: Proporremo invece un progetto con Leonardo per convogliare qui nel Mezzogiorno gli investimenti per la Difesa». E il secondo: «Sull’Autonomia, sia chiaro: non votiamo e non voteremo, quando arriverà, un provvedimento a scatola chiusa». Sulle prossime elezioni insiste anche il numero uno del partito Antonio Tajani. «Credo fortemente in un partito aperto dove la classe dirigente viene scelta dagli iscritti. Un partito è il luogo dove ci si confronta, dove si discute e dove si fa la sintesi per arrivare a raggiungere gli obiettivi che abbiamo di fronte, primo fra tutti la vittoria alle prossime elezioni politiche», dice il vicepremier per chiudere anche i malumori interni. E aggiunge: «Noi vogliamo vincere. Vogliamo essere protagonisti nel centrodestra del successo della nostra famiglia politica, a cominciare da Napoli e dalla Campania, dove otterremo, ne sono convinto, dei grandi risultati». Infine: «Senza Forza Italia non esiste il centrodestra. E - conclude Tajani - quando qualcuno dice che siamo pronti ad accordi con il Pd, noi diciamo che siamo alternativi al governo del Pd, lo siamo sempre stati».
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