Fermato per un controllo, scaglia contro i carabinieri una bicicletta elettrica, ferendo uno dei militari. Un 43enne di Molfetta (Bari), con piccoli precedenti penali, è stato arrestato in flagranza di reato nel corso della notte fra lunedì e martedì scorsi dagli uomini della compagnia cittadina e confinato ai domiciliari.
L'arresto, con le ipotesi di reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, è scattato nel corso di un normale servizio di controllo del territorio cittadino, in via Cormio, al quartiere Paradiso. L'uomo, volto noto ai militari della sezione radiomobile, è stato notato, intorno all'1.30, sul marciapiede adiacente l'ufficio postale, a bordo di una bicicletta elettrica con un cappellino con la visiera calzato sul volto. Un atteggiamento sospetto che ha indotto i carabinieri ad eseguire un controllo immediato. Il 43enne, dapprima avrebbe accennato ad arrestare la marcia, accostandosi a ridosso dell'auto di servizio. Al sopraggiungere del militare, però, con una manovra repentina e uno scatto fulmineo, avrebbe «scaraventato, con violenza - si legge agli atti -, la bicicletta elettrica in direzione» di un appuntato scelto, colpendolo alle gambe, «con danni materiali arrecati pure al veicolo di servizio», fuggendo a piedi verso via Boccardi, ma perdendo il portafogli con all'interno, fra gli altri, i suoi documenti personali. E a quel punto rintracciare la sua identità, per i carabinieri, è stato un gioco da ragazzi: è stato bloccato, dopo essersi nuovamente allontanato a piedi, mentre cercava di nascondersi dietro un bagno chimico di un cantiere edile. Proprio lì, i militari hanno recuperato 7 involucri di cocaina, per un peso lordo complessivo pari a 2,6 grammi, «occultati tra i cespugli cresciuti lungo la muraglia del cavalcavia» e di cui l'uomo aveva invano cercato di disfarsi durante la sua rocambolesca fuga, finiti sotto sequestro penale alla pari di due smartphone e di 140 euro in contanti. L'appuntato scelto ferito, invece, è stato medicato presso il pronto soccorso dell'ospedale don Tonino Bello di Molfetta e giudicato guaribile nell'arco di 7 giorni, salvo complicazioni. Per il 43enne, a quel punto, inevitabili sono scattate le manette: nel corso dell'udienza di convalida davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura, assistito dai propri difensori, gli avvocati Maurizio Altomare e Giuliano Antonio Riccardi, ha offerto una «differente versione dei fatti, ammettendo di aver opposto resistenza all'agire degli operanti - hanno spiegato i legali -, ma soltanto per paura di aver danneggiato involontariamente il mezzo». Trascorrerà Ferragosto agli arresti domiciliari, senza l'applicazione del dispositivo elettronico di controllo.