Fentanyl a Tor Sapienza, la centrale di spaccio nello stabile occupato. Il corteo: «È arrivato nelle nostre strade»

2026/09/25

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Gli “zombie” sono comparsi «un paio di settimane dopo il furto del fentanyl all’ospedale Israelitico, vengono da tutta Roma per rifornirsi nello stabile occupato di via Cesare Tallone, gruppi di riders, poi, aspettano a piazza De Cupis, ritirano la merce e vanno verso il Quarticciolo».

È nato e cresciuto a Tor Sapienza e un mese fa insieme a decine di residenti ha deciso di scendere in strada, ogni sera, «perché vogliamo riappropriarci del quartiere, ci hanno lasciati soli». Al suo fianco, durante le passeggiate per la sicurezza, c’è la figlia di 11 anni: «La porto con me perché deve imparare il prima possibile quali sono i pericoli delle nostre strade» trasformate in un labirinto di paure.

La centrale di spaccio nello stabile occupato

Gianluca Garofalo, 46 anni, tassista, è un attento osservatore del vertiginoso declino del quartiere che da fine luglio è stato invaso da persone in stato di catalessi, barcollanti, “congelate”: l’effetto che fa l’assunzione di fentanyl, la micidiale sostanza chiamata “la droga degli zombie”. «Un anno e mezzo fa sono comparsi i primi, ma erano pochi, poi sono spariti: questa estate ne abbiamo visti tantissimi». Le strade di Tor Sapienza appaiono sempre di più fotogrammi di metropoli d’oltreoceano. Ricordano un po’ il quartiere Kensington, a Filadelfia, dove la droga degli zombie è esplosa anni fa.

Gianluca, che insieme a oltre 100 residenti ha creato il gruppo “Tor Sapienza sicura”, racconta in modo lucido: «Il rudere di via Tallone è occupato da 700 extracomunitari: all’ultimo piano ci sono i capi seduti ai tavolini che gestiscono le dosi. Al piano inferiore c’è la manovalanza, spacciatori e vedette. Al piano terra si drogano, si accampano e c’è anche prostituzione». Il fortino è presidiato da extracomunitari armati: minacciosi sventolano macheti se provi ad avvicinarti. Qui a maggio una donna è stata sequestrata, drogata e violentata per tre giorni.

Lo stabile occupato

«Lo stabile è stato sgomberato, ma quelle persone poi tornano: devono demolirlo» dice Gianluca. Ieri la consueta passeggiata ha lasciato il posto a una manifestazione alla quale hanno partecipato anche rappresentanti di altri comitati di Roma Est. «A Tor Sapienza siamo assediati e - tiene a sottolineare - siamo apolitici, apartitici, vogliamo solo sicurezza: non possiamo più uscire di casa, subiamo furti, scippi, aggressioni». I residenti nella chat del gruppo “Tor Sapienza Sicura” hanno organizzato un sorta di servizio di scorta: «Dobbiamo accompagnare le nostre mamme, mogli e figlie quando vanno a prendere il bus o il treno alla stazione Tor Sapienza, diventata pericolosissima». Al corteo tantissime donne, tra loro Alessia, 49 anni: «Non esco più da sola e nella borsa ho sempre lo spray al peperoncino, i bambini sono reclusi in casa, non possiamo portarli al parco. Giorni fa in un bar una sbandata mi ha spintonata solo perché le ho chiesto di smettere di deridere una disabile. Ieri, poi, in pieno giorno un anziano è stato aggredito: gli hanno strappato via la collanina».

La situazione

L’elenco dei casi di criminalità è lungo. «Mi hanno aperto l’auto solo per rubarmi un paio di occhiali - spiega Alessia - e durante una delle passeggiate serali ci hanno lanciato bottiglie». Prima il furto all’Israelitico, subito dopo la comparsa degli “zombie”. Una strana coincidenza che fa riflettere i residenti. «Proprio poco dopo quel furto il nostro quartiere si è riempito di persone completamente stravolte dalla droga, qui viene tutta Roma a comprare le dosi, c’è un viavai continuo che non si può ignorare» spiega Cristiano D.P., 26 anni, operaio con la passione dell’alpinismo. E intanto gli episodi di criminalità aumentano: «La mia auto è stata vandalizzata sette volte, alla fine me l’hanno rubata. Aspirano anche la benzina, un fenomeno che non si vedeva da decenni. C’è chi ogni giorno deve ricomprarsi il tappo del serbatoio». Si uniscono alla protesta anche i commercianti che ieri alle 19 hanno abbassato le serrande per partecipare al corteo.

«Chiediamo - sottolinea Garofalo - lo sgombero e la demolizione dello stabile di via Tallone, la chiusura del campo rom di via Salviati, il decentramento dell’Ufficio Immigrazione, lo sgombero del palazzo di via Collatina occupato da oltre venti anni e la riqualificazione della stazione». Sgombero degli stabili e quindi più sicurezza sono le priorità anche di Daniele Rinaldi, consigliere FdI del V Municipio. «Insieme agli esponenti capitolini di FdI abbiamo scritto al sindaco Gualtieri per chiedere l’immediato sgombero e abbattimento dello stabile di via Tallone» spiega Rinaldi che giorni fa ha fatto un sopralluogo nell’area e ieri era al fianco dei residenti «per dare sostegno ai cittadini». Al corteo anche Mauro Caliste, minisindaco del V Municipio che nei giorni scorsi ha incontrato i residenti: «Bisogna fare di più, durante l’ultimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ho chiesto che tutto il V Municipio diventi zona rossa, non vogliamo militarizzare, ma un maggiore impegno». Intanto, l’invasione degli spettri, dei corpi sospesi, restringe vorticosamente i confini del mondo dei residenti non più liberi di uscire. 

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