"Finalmente l’Ausl e la direzione della casa circondariale hanno accolto la richiesta di Fials di porre in...

"Finalmente l’Ausl e la direzione della casa circondariale hanno accolto la richiesta di Fials di porre in...

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"Finalmente l’Ausl e la direzione della casa circondariale hanno accolto la richiesta di Fials di porre in atto misure concrete per ridurre l’esposizione a gravi rischi gli infermieri che lavorano all’interno del carcere cittadino". A farlo sapere è il sindacato dei sanitari, il quale si era schierato dalla parte di "una manciata di professionisti della sanità sottoposti da troppo tempo a grave stress da lavoro correlato, costretti ad operare in un microcosmo in cui convivono con tante difficoltà due realtà distinte, quello sanitario e quello penitenziario afflitto da croniche criticità". Condizioni, così la Fials, "insostenibili che sempre più spesso degenerano in atti di violenza, in rivolte di gruppo, distruzione di beni pubblici, comprese le attrezzature sanitarie o di supporto all’attività sanitaria".
In questi mesi, la Fials ha dato voce agli infermieri che denunciavano rischi per la propria incolumità, soprattutto durante l’erogazione farmacologica all’interno delle sezioni di detenzione, oltre a ritardi nella consegna serale dei medicinali e continui sforamenti dell’orario di servizio. "Uno stato d’ansia continuo per il ripetersi di episodi inquetanti – così la segreteria della Fials –, le celle aperte, e i detenuti liberi di avvicinarsi all’infermiere e al carrello dei farmaci, liberi di manifestare in maniera eccessiva le loro contrarietà o risentimenti per richieste non soddisfatte, prevalentemente in materia di sostanze psicoattive".
Gli ultimi sviluppi hanno portato il sindacato a revocate lo stato di agitazione, "stante la formale disposizione di modifica della procedura della distribuzione dei farmaci ai detenuti che avverrà al cancello della sezione di detenzione e non più all’interno, cella a cella". Tale procedura "esponeva a inutili rischi l’infermiere". La Fials comunque non si ferma e chiede ai vertici aziendali e alla direzione carceraria "un ulteriore impegno al fine di garantire maggiori tutele ai sanitari che lavorano all’interno della casa circondariale, rendendo più sicure le vie di accesso alle aree sanitarie e separando i percorsi di entrata ed uscita del personale sanitario e dei civili dalle vie di circolazione dei detenuti nella fascia oraria 13.30-14.30".
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