La decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sul ritorno a casa dei tre bambini della «famiglia del bosco» è attesa a breve, mentre scade l'ultimo termine per presentare le memorie difensive. Sulla vicenda è intervenuta la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, chiedendo che i minori non trascorrano separati dai genitori anche la pausa estiva: «È scaduto anche il termine per la presentazione di memorie. Manca solo la decisione del tribunale», ha spiegato la parlamentare, ricordando che la fase istruttoria è ormai terminata.
I segnali
Come riportato da Il Messaggero, i tre fratellini risiedono da circa nove mesi in una struttura d'accoglienza a Vasto. Fonti vicine al nucleo familiare riferiscono che uno dei piccoli manifesta forti segnali di sofferenza, arrivando a procurarsi ferite mordendosi le mani. Il rischio di trascorrere anche Ferragosto lontano da casa – dopo aver già passato il Natale distanti dai familiari – suscita forti preoccupazioni. «Per i bambini l’incubo sembra non finire mai – incalza Brambilla –. Nonostante l’istanza di ricongiungimento depositata il 25 giugno, il Tribunale non si è ancora pronunciato». Per la deputata si tratta di un ritardo inaccettabile: «È assurdo che le sofferenze dei piccoli Trevallion, oltre che di papà Nathan e mamma Catherine, debbano essere prolungate oltre ogni limite ragionevole».
Il nodo dell'audizione
Dopo la deposizione dei bambini in sede protetta, la corte aveva fissato al 20 luglio il limite per il deposito degli atti finali. La difesa, guidata dall'avvocato Simone Pillon, riteneva che da quell'ascolto fossero emersi dettagli decisivi per consentire il rientro immediato dei minori nella loro residenza. Ciò nonostante, la risoluzione del caso entro la fine di luglio non si è concretizzata, lasciando in sospeso anche i nodi sull'istruzione dei piccoli, divisi tra scuola pubblica ed educazione parentale
La memoria di 99 pagine
L'atto depositato da Pillon il 25 giugno ricostruisce l'intero quadro normativo e familiare, sottolineando l'assenza di pericoli e facendo appello alla giurisprudenza nazionale ed europea. L'istanza evidenzia inoltre una ritrovata collaborazione tra le parti coinvolte. Peraltro, diversi esperti e consulenti in campo – dalla Ctu Simona Ceccoli agli specialisti di parte Tonino Cantelmi e Martina Aiello, oltre alla tutrice Maria Luisa Palladino e all'équipe medica – si erano espressi favorevolmente per un rientro in famiglia definito «precoce», «immediato» e «urgente».
L'attesa del verdetto
La scelta conclusiva spetta adesso al collegio dei giudici dell'Aquila, che si pronuncerà all'esito dell'analisi dei fascicoli.
Nel frattempo Brambilla, che nei mesi scorsi aveva fatto visita ai tre piccoli Trevallion-Birmingham nella struttura di Vasto donando loro dei peluche, ribadisce la sua battaglia: «Non mi darò pace fino a quando i bambini non torneranno a casa – ha dichiarato –. Stiamo lavorando tutti con grande impegno per questo risultato, che è l’unico possibile. Sono fiduciosa. I bambini non vanno tolti a persone per bene: è stato un errore».Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 agosto 2026, 18:10
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