Famiglia nel bosco, da oggi si attende il verdetto: Nathan e Catherine aspettano i loro figli nella nuova casa

2026/07/21

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C'è attesa per la decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sul rientro a casa dei tre minori figli di Nathan e Catherine, ospiti nella casa famiglia di Vasto da otto mesi.

Ieri è scaduto il termine per il deposito delle memorie di parte, passaggio preliminare alla decisione sull'istanza di ricongiungimento familiare presentata lo scorso 25 giugno dal difensore della coppia anglo-australiana, l'avvocato Simone Pillon.

Dopo l'ascolto dei bambini in audizione protetta sarebbero emersi elementi favorevoli al rientro in famiglia. Su istanza del legale, il tribunale aquilano aveva anticipato il termine per il deposito delle memorie, accelerando così i tempi della pronuncia. Alla luce di tale calendario, è ritenuto plausibile che il provvedimento possa essere adottato in questi giorni. I genitori nutrono la speranza di poter riabbracciare i figli in coincidenza con il nono compleanno della primogenita, previsto proprio giovedì.

La nuova casa

Tra gli elementi che i giudici saranno chiamati a valutare ci sono un'abitazione idonea concessa dal Comune, in attesa della realizzazione di una nuova nel bosco di Palmoli, i richiami vaccinali obbligatori somministrati ai bambini, l'idoneità degli stessi alla seconda e alla quarta primaria e il percorso di accompagnamento genitoriale seguito dai coniugi Trevallion Birmingham.

Considerati anche gli incontri madre-figli, incrementati e caratterizzati, secondo quanto riferito, da un clima di forte affetto. Tutti i componenti del nucleo sono stati inoltre sottoposti a valutazioni psicologiche da parte della consulente tecnica d'ufficio, Simona Ceccoli, finalizzate ad accertare le competenze genitoriali, le condizioni di vita dei minori, lo sviluppo cognitivo e psico-affettivo e le principali figure di riferimento.

Sottoposto all'attenzione del tribunale anche il clima di collaborazione che si è instaurato tra le parti e il proposito di superare, attraverso il confronto e il dialogo, le difficoltà residue. "Tutti i soggetti coinvolti, dalla Ctu ai consulenti di parte fino all'équipe di Neuropsichiatria infantile e alla comunità scientifica nazionale, chiedono che sia disposto rispettivamente un "precoce", "immediato" e "urgente" rientro dei minori in famiglia. Il clima è stato franco e costruttivo, con l'obiettivo di superare le incomprensioni e di lavorare nell'interesse dei minori", aveva spiegato Pillon.

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