Falconara, pronto il nuovo impianto a idrogeno: «Produrremo carburante con l’acqua»

2026/08/24

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FALCONARA Sarà inaugurato il 24 settembre l’impianto a idrogeno che sorge nell’area dell’ex Montedison tra Falconara e Marina di Montemarciano. L’iniziativa è promossa dalle aziende Renco spa e Avizoo, ed ha lo scopo di riqualificare lo stabilimento ex Montedison utilizzando le risorse del Pnrr per la produzione e la distribuzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse.

 Il carburante green

Il carburante green infatti nasce dall’acqua, scomponendo i due elementi alla sua base, idrogeno e ossigeno. «Non utilizziamo acqua di mare – dice Fabio Gagliardi, direttore tecnico della Renco - ma di acquedotto anche se i quantitativi sono molto modesti: in un anno usiamo l’acqua che utilizzerebbe un condominio di 3 piani». Sarà lo stabilimento più grande del Centro Italia di questo tipo. Investimento da 70 milioni, di cui 16 di fondi Pnrr e gli altri dai due soci. L'azienda pesarese Renco ha messo le sue competenze in ambito di impiantistica, Avizoo l'area dell'ex Montedison che aveva acquistato anni fa.

Il 24 settembre sarà inaugurato l’impianto: oltre 500 tonnellate l'anno che consentirebbero di muovere un centinaio di autobus, quelli di una media provincia italiana. Le emissioni sono pari a zero: solo vapore acqueo. Il problema è che oggi di autobus a idrogeno nelle Marche non ce ne sono. L'idrogeno prodotto a Falconara andrà quindi fuori regione, ad esempio, in Emilia Romagna, Alto Adige, Friuli. Il recupero dell'ex Montedison comprende anche i muri della vecchia fabbrica. Sarà la seconda fase del progetto.

Il progetto, ancora da definire nei particolari, è legato alla valorizzazione della tradizione agricola marchigiana. L’impianto sarà altamente automatizzato e all’inizio vi lavoreranno quattro persone addette. La centrale falconarese utilizzerà l’elettrolizzatore per la produzione dell’idrogeno verde, con l’acqua che sarà depurata, mentre con l’elettrolisi verrà scisso l’ossigeno dall’idrogeno e sarà alimentata anche dal fotovoltaico da 7,8 Mwp, che è di fatto già pronto. A valle sarà presente il sistema di stoccaggio, oltre al distributore per il rifornimento dei mezzi di trasporto.

Il futuro

Per il futuro si pensa alla realizzazione dell’impianto agrivoltaico da 30 Mw e soprattutto il restauro del sito che accoglierà spazi per la valorizzazione delle eccellenze agricole del territorio. L’impianto aveva sollevato prese di posizione a livello politico come quella di Andrea Nobili di AVS. «L’idrogeno verde può rappresentare uno strumento utile per la transizione energetica e per la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da elettrificare. Ma ogni progetto deve essere verificabile, trasparente e realmente sostenibile».

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