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- Fakir, la verità sul cuore: il ricovero a Capodanno e il malessere negli sms
Conclusa l’analisi del cellulare: il 42enne scriveva ai parenti di esami urgenti. A gennaio aveva avuto problemi ed era rimasto al Maggiore un paio di giorni

A sinistra, due agenti e Fakir nei momenti drammatici; a destra, Abderrahim Fakir, il 42enne morto lo scorso 19 luglio al Pilastro

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Bologna, 13 ottobre 2026 – C’è una foto. Una foto di Abderrahim Fakir steso in un letto dell’ospedale Maggiore, inviata alla moglie in Marocco il 31 dicembre del 2025. E ci sono i messaggi. Tutta una serie di sms diretti alla moglie, ai fratelli, agli amici. Messaggi in cui Fakir parla con i propri interlocutori di una problematica cardiaca che proprio a Capodanno scorso lo aveva costretto a recarsi al Pronto soccorso del Maggiore dopo avere avuto problemi cardiaci non meglio circostanziati, per cui i medici avevano deciso in quell’occasione di trattenerlo nel nosocomio per un paio di giorni. Da lì, e per tutto gennaio e febbraio, sono quindi intercorsi messaggi con parenti e amici preoccupati per le condizioni di salute di Abderrahim.
La consulenza tecnica sul primo cellulare
È questo il fulcro della consulenza tecnica compiuta sul primo cellulare del 42enne marocchino deceduto lo scorso 19 luglio, al culmine di un contenimento di polizia in via Svevo al Pilastro. Una consulenza che ha permesso all’ingegnere Giuseppe Ferraro di estrapolare dal telefono oltre mille file da analizzare. Ricerche Web, messaggi e chiamate con una serie di contatti cercati per stabilire le condizioni di Abderrahim al 19 luglio, quando il 42enne è morto. Messaggi che in tal senso sono stati evidenziati a partire dal ricovero del 31 dicembre ’25, appunto, e fino al 19 marzo ’26: data in cui Fakir cambia telefono. Sono intensi gli scambi di messaggi tra Abderrahim e i propri cari, riguardo questo problema cardiaco che lo affliggeva. Messaggi in cui il 42enne spiega le terapie che gli sono state consigliate dai medici, riferisce di analisi più o meno approfondite da compiere e di tutta una serie di sintomi e malesseri diffusi e connessi al cuore con cui si è trovato a fare i conti all’inizio di quest’anno.
Il quadro sanitario
Un quadro sanitario che, sempre stando a quanto emerso dalla consulenza, non avrebbe lasciato tranquilli gli affetti di Fakir, i quali a più riprese nei primi mesi dell’anno scrivevano e chiamavano il 42enne per incoraggiarlo ad osservare le terapie e sottoporsi ai controlli predisposti dai medici che lo avevano visitato. Questa la situazione, così cristallizzata, dall’analisi del cellulare per cui, però, servirà necessariamente il riscontro anche sulla seconda utenza recentemente ritrovata, per completare il quadro con i messaggi più recenti.
Gli avvocati
Ma la condizione di salute compromessa di Fakir, “era già nota da tempo”, reagisce l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Abderrahim. “Che rilevanza giuridica può mai avere che fosse malato di cuore se è morto per una grave insufficienza respiratoria? Fakir è morto per ipossia da grave crisi respiratoria acuta da costretta posizione prona. Questa è la causa di morte, stabilita dai consulenti della Procura. Non è morto per i problemi cardiaci”. Per l’avvocato Gabriele Bordoni, che difende i due poliziotti annotati nel fascicolo a modello ’45-bis’ per omicidio colposo: “Stanno emergendo una serie di situazioni che non possono essere ignorate. Che Fakir non avesse una buona salute ora emerge più plasticamente da quanto è stato ricavato dal suo telefonino. L’analisi dà conto di una situazione di cui lo stesso parlava da settimane”.
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