Fabriano Basket Sessant’anni di puro amore

2026/08/26

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Sessant’anni di storia non sono soltanto una ricorrenza. Sono un pezzo dell’identità di una città. Per Fabriano, la pallacanestro è molto più di uno sport: è una passione capace di attraversare generazioni, riempire palazzetti, far sognare famiglie e portare il nome della città sui grandi parquet italiani. Quest’anno il Fabriano Basket celebra i suoi 60 anni, un traguardo che racchiude 30 stagioni ai vertici del basket nazionale: 7 in Serie A1, 22 in Serie A2 tra il 1979 e il 2008, oltre alla stagione 2021-22 disputata dalla Janus Basket Fabriano con il marchio Ristopro.

Una storia iniziata lontano dai riflettori, tra i campetti di San Benedetto e San Venanzio, quando la pallacanestro era soprattutto entusiasmo, sacrificio, amicizia e voglia di stare insieme. Una crescita costruita passo dopo passo, grazie a dirigenti, allenatori, giocatori e appassionati che trasformarono una realtà di provincia in una società capace di confrontarsi con le grandi del basket italiano.

Dalla passione alla Serie A Il percorso fu lungo e tutt’altro che semplice. Categoria dopo categoria, il Fabriano Basket arrivò in B, giocando a Piaggia d’Olmo, prima dello storico spareggio al PalaCesari. Il 12 giugno 1979, nella sfida contro Brindisi, arrivò la promozione in A2. La stagione 1979-80 fu così la prima, storica annata nel basket professionistico. Tre anni dopo, nel marzo 1982, Fabriano conquistò anche l’A1, realizzando un sogno enorme per una piccola città delle Marche.

Nel marzo 1983 venne inaugurato il nuovo palazzetto, costruito a tempo di record grazie al lavoro del trio Merloni-Biondi-Ninno. Furono anni indimenticabili, segnati da giocatori diventati idoli, allenatori entrati nella memoria collettiva e dirigenti capaci di costruire una società rispettata in tutta Italia. Ma soprattutto furono gli anni di un pubblico straordinario.

Il sesto uomo: una città intera Il rapporto tra Fabriano e il basket non può essere raccontato soltanto attraverso classifiche e risultati: al centro di questi sessant’anni c’è la passione dei tifosi. Generazioni di fabrianesi hanno vissuto la pallacanestro come un appuntamento irrinunciabile. Il palazzetto è diventato una seconda casa, capace di riunire padri e figli, nonni e nipoti, amici e famiglie. La città entrava tutta dentro quelle mura: si gioiva, si soffriva, si cantava. E il lunedì si tornava a parlare della partita, dell’ultimo canestro, dell’ultimo campione.

Una storia fatta anche di presidenti, dirigenti, allenatori, giocatori, collaboratori, sponsor, volontari e tifosi. Ognuno ha lasciato qualcosa: alcuni per una stagione, altri dedicando alla società decenni della propria vita.

Guardare al futuro Oggi la pallacanestro è profondamente diversa da quella di trent’anni fa. Costi più elevati, maggiore concorrenza, strutture da adeguare e difficoltà nel trovare sponsor e sostenitori rendono più complesso costruire progetti solidi. La sfida non riguarda soltanto il risultato della domenica, ma la sostenibilità dell’intero progetto: investire sulla prima squadra, sul settore giovanile, sugli impianti e soprattutto sui ragazzi del territorio.

Una storia così può continuare soltanto se riesce a parlare anche alle nuove generazioni. Il sessantesimo anniversario deve essere un momento per ricordare chi ha costruito questa storia, guardare avanti e, magari, potrebbe coincidere con l’inaugurazione dell’ex PalaGuerrieri entro dicembre 2026. Pura utopia? Forse. Ma Fabriano ha imparato che nello sport, qualche volta, i sogni diventano realtà. Un compleanno che potrebbe essere non un punto di arrivo, ma di partenza. Perché la storia del Fabriano Basket non appartiene soltanto a chi ha segnato più punti o conquistato più vittorie, ma a chiunque abbia sentito almeno una volta il cuore battere più forte dentro quel palazzetto.

Angelo Campioni

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