
Charles Leclerc, Gran Premio d'Australia (IPA Agency) - sportface.it
Le prove libere di Monza hanno sancito la bontà del secondo aggiornamento al motore Ferrari che, seppur nascondendosi in FP1 e FP2, ha lanciato un segnale inequivocabile.
Nuovo motore SF-26: Leclerc sorride, ma la prova decisiva arriva dalla Haas
Le prove libere sul circuito di Monza confermano l’enorme potenziale del nuovo motore Ferrari. I dati raccolti in pista tracciano un bilancio netto e ampiamente positivo.
Il venerdì brianzolo ha fornito le risposte che i tecnici di Maranello aspettavano. La nuova PU ADUO 2, sviluppata dopo il rapporto dalla FIA a seguito delle rilevazioni, ha dimostrato di poter fare la differenza in questo finale di stagione e per il progetto del 2027. La Rossa italiana ha palesato un salto in avanti evidente.
I riscontri sono stati ottimi praticamente in tutto, fattore confermato dai passaggi di Leclerc lungo il terzo settore del tracciato, ma non solo. Nelle prove libere, infatti, è facile nascondersi per cogliere di sorpresa gli avversari.
Tuttavia, il vero confronto per giudicare il reale valore dell’aggiornamento arriva da Haas. Il team ha dovuto girare con due configurazioni diverse, avendo avuto da Ferrari per adesso un solo motore aggironato.
Per questo la Haas ha scelto di mantenere la vecchia specifica ADUO 1 sulla monoposto di Ocon e installando la versione evoluta ADUO 2 su quella di Bearman. Questo ha inevitabilmente generato i dati incrociati ideali a parità di condizioni, palesando il grande lavoro svolto dai motoristi.

telemetria , fonte Carlo Vanzini
Le telemetrie di Bearman e Ocon svelano la gestione dell’energia
L’analisi dei grafici dei piloti evidenzia come il nuovo propulsore abbia limitato un difetto storico di questa annata, ovvero il calo nella distribuzione della potenza elettrica lungo il giro.
Nel primo settore le prestazioni tra i compagni risultano simili. La forbice si allarga in maniera decisiva nei tratti veloci, dove il supporto ibrido diventa vitale. Uscendo dalle curve di Lesmo, sul rettilineo del Serraglio, l’unità aggiornata prende il largo e garantisce a Bearman un vantaggio di 10 km/h su Ocon, toccando i 315 km/h contro i 305 km/h.
Lo stesso si ripete sul dritto che porta alla Parabolica. Qui l’inglese sprigiona una velocità maggiore di 9 km/h, spingendosi a 321 km/h contro i 312 km/h del francese. Il distacco si mantiene netto nei vari allunghi e anche dopo l’ultima curva.
Dunque, grazie anche al nuovo turbo (più grande rispetto a quello che avrebbe dovuto garantire vantaggi in partenza, cancellati dalla FIA), i numeri dimostrano che non si tratta di un banale cambio di mappatura, poiché mancherebbe un calo di spinta in altre zone per compensare. Da questi dati si vede un vero progresso reale e strutturale che porterà un vantaggio soprattutto nella gestione della componente elettrica.
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