La rimonta di Sepang ha consentito alla Ferrari di salvare un risultato che, dopo le difficoltà incontrate nelle prime fasi della gara, avrebbe potuto essere decisamente più complicato. Lewis Hamilton ha chiuso al terzo posto il Gran Premio del Bahrain, disputato sul tracciato malese, mentre Charles Leclerc ha tagliato il traguardo in quarta posizione. Un bilancio che ha permesso alla scuderia di Maranello di tornare sul podio dopo cinque Gran Premi senza piazzamenti tra i primi tre, ma che non cancella le perplessità sulla decisione presa al via.
Con l’asfalto ancora bagnato, la Ferrari ha scelto di montare le gomme slick su entrambe le monoposto, diversamente da Mercedes e Red Bull, che hanno optato per le intermedie. Una scelta che non ha dato i risultati sperati e che ha costretto i due ferraristi a recuperare terreno dopo aver perso posizioni. La reazione in gara ha permesso di limitare le conseguenze dell’errore, senza però eliminare il rammarico per un’opportunità gestita in modo non ottimale.
Il terzo posto di Hamilton a Sepang, che ha permesso alla Rossa di tornare in Top 3 dopo ben cinque gare di assenza, l’ultima volta in cui l’aveva conquistata risaliva al Gran Premio del Belgio dello scorso 19 luglio con Leclerc, rappresenta quindi un risultato importante per il Cavallino anche se il fine settimana ha lasciato aperti interrogativi sul processo decisionale in condizioni meteorologiche variabili.
Il sette volte campione del mondo è tornato sull’episodio, riconoscendo che la strategia adottata non si è rivelata quella corretta. Hamilton ha spiegato che la squadra ha già discusso dell’accaduto e che l’obiettivo sarà migliorare la capacità di prendere decisioni efficaci con maggiore continuità.
“Non è stato abbastanza buono e ne abbiamo discusso a lungo – ha dichiarato a Sky Sports F1 – Cercheremo di capire come arrivare a una conclusione migliore con maggiore costanza in futuro”. Nel commentare quanto accaduto, Hamilton ha anche puntato l’attenzione sulle reazioni suscitate dagli errori della Ferrari, sostenendo che la squadra di Maranello sia spesso sottoposta a una pressione maggiore rispetto alle rivali. Il britannico ha citato la McLaren, affermando che anche la scuderia inglese ha effettuato una scelta analoga senza ricevere lo stesso livello di critiche.
“Per qualche motivo, come squadra riceviamo molte più critiche di chiunque altro – ha precisato Hamilton – La McLaren ha preso la stessa decisione e nessuno ha detto assolutamente nulla. Hanno trovato una sorta di giustificazione. La McLaren ha commesso lo stesso errore e ha fatto la stessa scelta”.
Le sue parole non rappresentano un tentativo di negare la responsabilità per quanto successo in pista, Hamilton ha riconosciuto che la decisione si è rivelata sbagliata ma ha voluto chiarire che il lavoro degli strateghi non può essere giudicato isolando la loro attività dal resto della squadra. Secondo il britannico, le scelte vengono elaborate attraverso il confronto tra il pilota, gli ingegneri e i responsabili presenti al muretto.
“Alla fine si è rivelata una scelta sbagliata, ma la responsabilità non è dei responsabili della strategia – ha proseguito Lewis – Purtroppo, credo che il mio team strategico finisca per accollarsi la maggior parte delle critiche per questa decisione. In realtà, però, la scelta non è stata presa dagli strateghi. È una decisione che nasce dal lavoro collettivo, dal confronto e dalla collaborazione tra tutti noi”.
Il sette volte campione del mondo ha poi ricostruito il confronto che ha preceduto la decisione sulle gomme. Il britannico ha spiegato che la valutazione delle condizioni della pista lo aveva portato a suggerire l’utilizzo delle intermedie, ma che nel processo decisionale erano emerse anche altre considerazioni.
“Il team principal Fred Vasseur, il responsabile degli ingegneri di pista Matteo Togninalli, io e il mio ingegnere prendiamo le decisioni insieme – ha aggiunto Lewis – Ne discutiamo, mettiamo sul tavolo le nostre idee e tutte le informazioni a disposizione, indipendentemente dal fatto che siano giuste o meno”.
Il pilota ha raccontato di aver segnalato più volte la presenza di acqua sull’asfalto, prima di proporre esplicitamente una soluzione diversa da quella poi adottata: “Sono entrato nella pit lane e ho detto: ‘È bagnato’. Sono andato al muretto e ho ripetuto: ‘È bagnato’. Poi sono tornato in garage e ho detto: ‘Ragazzi, dovremmo montare le gomme intermedie’.
Nel confronto con gli altri membri del gruppo, tuttavia, sono emersi punti di vista differenti. Hamilton ha spiegato che ascoltare le valutazioni dei colleghi fa parte del lavoro di squadra e può portare anche ad accantonare la propria prima impressione: “A quel punto, ognuno di loro ha fornito un punto di vista diverso. Quando tre persone ti presentano una prospettiva differente, alla fine puoi convincerti delle loro ragioni e pensare: ‘Va bene, seguirò il vostro suggerimento’. È così che si lavora in squadra”.
Il sette volte iridato ha concluso sottolineando quanto sia difficile individuare sempre la soluzione corretta in situazioni in cui le condizioni cambiano rapidamente. Anche una decisione condivisa può rivelarsi sbagliata, così come l’intuizione iniziale di un singolo può risultare quella giusta.
“Ti auguri che tre persone abbiano più ragione di una sola – ha concluso l’inglese – Ma in alcune situazioni accade il contrario: sei tu ad avere ragione e il tuo istinto si rivela corretto. A quel punto pensi: ‘Accidenti, avrei dovuto seguire il mio istinto’. Ma, in generale, tutti cercano semplicemente di fare del proprio meglio”.
Il messaggio di Hamilton è chiaro: l’errore di Sepang dovrà servire alla Ferrari per migliorare il proprio processo decisionale, senza trasformarsi in una ricerca di responsabilità individuali. Il podio conquistato dal britannico e il quarto posto di Leclerc hanno limitato i danni, ma per il Cavallino la sfida sarà riuscire a sfruttare meglio le occasioni offerte dalla gara, soprattutto quando le condizioni della pista rendono la scelta delle gomme determinante per il risultato finale.
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