Milano, 23 set. (askanews) – Exor non ha in programma di ridurre la quota in Ferrari e punta a utilizzare la disponibilità finanziaria per un nuovo investimento rilevante in una società quotata. È quanto emerge dalla conference call del Cfo Guido de Boer con gli analisti sui risultati del primo semestre e dalle successive precisazioni della holding.
“Non c’è alcun piano per ridurre la quota in Ferrari”, hanno precisato fonti vicine a Exor. De Boer, rispondendo a chi chiedeva se la holding sarebbe disposta a monetizzare parte della partecipazione per finanziare una nuova operazione, ha spiegato che Exor si comporterebbe “come qualunque investitore”, valutando prima cassa e margine sul debito e poi, eventualmente, gli asset in portafoglio. Il Cfo ha comunque definito Ferrari “un’azienda straordinaria” di cui Exor è “molto contenta”.
Sul fronte dei nuovi investimenti, “stiamo guardando a un’ampia lista di società quotate. Puntiamo ad acquisire una partecipazione del 15-20% per un investimento di almeno 2 miliardi”, ha detto de Boer. Healthcare, lusso e tecnologia restano i settori di maggiore interesse, anche se Exor non esclude altre opportunità.
La holding non ha fretta di impiegare il capitale: l’obiettivo è trovare “la società giusta, al prezzo giusto e nel momento giusto”. La liquidità investibile è destinata a salire a circa 4 miliardi di euro dopo le dismissioni già concluse e annunciate; fino a 500 milioni saranno destinati al nuovo piano di buyback, da completare entro marzo 2027.
Secondo Equita, il debito netto di Exor è sceso a 1,6 miliardi dai 2,5 miliardi di fine 2025, con il loan-to-value al 4,7% dal 6,9%, grazie soprattutto ai dividendi incassati e alle cessioni. Con la vendita di Lifenet a luglio, il completamento della cessione di Iveco a Tata Motors atteso a novembre e quella annunciata di Welltec, la sim stima che il debito netto possa essere praticamente azzerato. Equita conferma il rating Buy e ha alzato del 5% il target price a 113 euro.
Il Cfo ha poi ribadito il “pieno sostegno” al piano Fastlane 2030 di Stellantis e la “grande fiducia” nella sua attuazione. Sulla gestione della cassa e su un eventuale aumento di capitale ha precisato che si tratta di decisioni che spettano al management di Stellantis.
Su Philips, infine, il nuovo accordo consente a Exor di salire fino al 22% dal precedente limite del 20%, ma de Boer ha precisato che non è stata ancora presa alcuna decisione su ulteriori acquisti. In Borsa Exor ha chiuso in rialzo del 2% a 72,8 euro.
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