Ex Umberto I a Mestre. I residenti: «Spostate le torri oppure restiamo senza luce e sole»

2026/09/14

Categories: world-news

MESTRE (VENEZIA) - Ancora dubbi sul progetto dell'area ex Umberto I a Mestre, come segnala un gruppo di residenti di oltre cento persone tra via Castelvecchio e Einaudi: «Non siamo contrari alla realizzazione, ma alla posizione in cui costruire le torri, il loro cono d'ombra coprirebbe completamente alcuni immobili non solo togliendo la luce, ma rendendo vani i sacrifici dell'acquisto e dell'installazione di impianti fotovoltaici». Come sottolineano i cittadini, l'approvazione del Comune al progetto lo scorso marzo è stata di inquadramento generale e non nel dettaglio, tanto che nella seduta di giunta l'emendamento dell'allora assessore Massimiliano De Martin, che chiedeva una rivalutazione della loro posizione, fu accolto.


LA PROPOSTA


«Proponiamo di invertire il posizionamento fra l'area commerciale e le torri - spiega la portavoce Chiarastella Berton, ex consigliera della municipalità di Mestre-Carpenedo della lista Brugnaro - in modo da non oscurare per sempre fino ai primi piani alcuni edifici e coprendo completamente quattro villette, dove sono state investite decine di migliaia di euro per i pannelli a energia solare».


La preoccupazione poi è anche per il futuro del centro: «Inizialmente si era parlato di mantenere attive entrambe le aree commerciali di Alì - aggiunge - ma con la realizzazione della nuova, quella in piazzale Candiani andrà chiusa, creando un nuovo buco nero proprio nel cuore della città». Pur non avendo fatto ricorso formale, i cittadini tengono a chiarire la loro posizione, visto che la lettera inviata ad Alì Spa in cui si richiede di rispettare l'emendamento alla delibera, finora non ha avuto alcuna risposta o apertura al dialogo da parte dell'azienda. «La prospettiva di non vedere più il sole arriverebbe a interessare anche il condominio Donatello per i primi quattro piani dove ci sono uffici - spiega Berton - sarebbe come vivere un'infinita notte polare norvegese, con ricadute non solo sui consumi ma anche sulla salute delle persone che dovrebbero lavorare al buio per 8 ore al giorno».

IL COMUNE


Dal Comune trapela che non esiste un progetto concreto da valutare, ma che verranno prese in considerazione le voci di tutti i soggetti coinvolti e che bisognerà comunque tener conto dell'emendamento. «Capisco che ad Alì non fa paura una richiesta di danni - spiega Berton - ma noi preferiremmo un dialogo, qualsiasi cosa è meglio dell'attuale parcheggio, ma con un po' di buon senso spostando di poco le torri è possibile non arrecare danno a nessuno e migliorarne l'integrazione col tessuto della città». Quindi no allo stop delle opere, ma sì a una importante revisione, soprattutto valutando bene le ricadute del traffico sull'assetto viario già critico nella zona. «Lo studio di impatto ha raccolto i dati tra settembre e ottobre 2022 ancora con la coda lunga della pandemia - conclude l'ex consigliera - forse un po' troppo ottimistico come scenario per la viabilità attuale di Mestre».

>> Home