
di Domenico PALMIOTTI
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mercoledì 16 settembre 2026, 14:07 - Ultimo aggiornamento: 14:35
Colpo di scena durante il vertice sull’ex Ilva in corso a Palazzo Chigi. La Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone la fermata dell’area a caldo. Ricorso presentato giorni fa da Ilva e da Acciaierie. La fissazione dell’udienza è avvenuta oggi. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, nella riunione in corso a Palazzo Chigi con i sindacati, e lo confermano anche fonti vicine ad AdI. Resta però da vedere quando poi la Suprema Corte si pronuncerà sul ricorso.
Cosa succede adesso
La fissazione dell’udienza fa saltare tutte le previsioni degli avvocati che per la Suprema Corte ipotizzavano tempi lunghi: dai 2 ai 3 anni.
Tant’è che anche per questo Acciaierie d’Italia avevano presentato alla Corte d’Appello di Milano istanza di sospensiva del decreto del 27 luglio della stessa Corte che ha disposto la fermata dell’area a caldo entro 90 giorni poiché inquina ed é nociva alla salute. Istanza che però é stata rigettata l’11 settembre dalla Corte d’Appello, che ha emesso un’ordinanza e confermato lo stop.
Adesso potrebbe esserci una nuova istanza di sospensiva di AdI e di Acciaierie che solleverebbero l’irreversibilità della fermata e i conseguenti danni per gli impianti. Fermata per la quale Acciaierie ha già avviato le manovre preliminari. Intanto sul fronte dei licenziamenti nell’indotto ex Ilva, il Governo ha rinnovato l’invito ad Aigi, che ne aveva annunciati 2.500, a sospenderli.
Il tavolo sospeso e riaggiornato
Il governo ha chiesto ai sindacati di riaggiornare il tavolo a Palazzo Chigi dopo che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l'udienza. Il decreto con le misure a tutela dei lavoratori, che sarebbe dovuto arrivare in Cdm, sarà quindi discusso «quando il quadro generale sarà più chiaro».
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