La marcia cambia pelle, ma le nuove
formule non fanno tutti contenti. Antonella Palmisano è una di
quelle che poco ha gradito la rivoluzione: la campionessa
azzurra è pronta al debutto agli Europei di Birmingham, e lo
farà nel giorno di Ferragosto sulla distanza nuova della mezza
maratona. "La marcia sta vivendo da tempo uno stravolgimento
delle distanze e delle formule. Se prima ci lamentavamo che un
buon cinquantista poteva non trovarsi a proprio agio sulla 35
chilometri, ora soprattutto non sappiamo quale sarà il nostro
futuro - ha detto l'azzurra oro olimpico a Tokyo, campionessa
europea della 20 km a Roma 2024, argento mondiale della 35
chilometri nella scorsa stagione -. Non per me, che non avrò
molti altri anni di carriera, ma per il movimento della marcia.
Questi cambiamenti fanno pensare che ci vogliano escludere,
togliendo il tempo dedicato alla marcia. Stiamo vagando senza
avere una meta".
Sulla gara agli europei aggiunge "non amo i cambi di ritmo.
La cosa più penalizzante è che gareggeremo tutti insieme sullo
stesso percorso, su un giro di un chilometro, e diminuiscono le
probabilità di sorpasso". Favorita per il successo la spagnola
Maria Perez: "E' la più forte di adesso, non saremo in tante a
essere in testa: è un Europeo, non un Mondiale. Non posso
permettermi di abbassare la guardia. Con la mia amica Perez ho
condiviso lunghi periodi di preparazione, anche in altura e in
raduno".
Nella prova maschile atteso Francesco Fortunato che, bronzo
continentale due anni fa, è primatista europeo e punta al top:
"Noi marciatori azzurri qui abbiamo ambizioni molto importanti".
Spazio anche per Yeman Crippa che sarà in gara nei 10.000 metri
che lo hanno visto campione europeo a Monaco nel 2022 e che ora
ritrova dopo un periodo sempre più orientato verso la strada e
la maratona: "È una distanza che mi ha portato tante
soddisfazioni, il livello è salito io ho perso in velocità, ma
credo di avere tante possibilità di fare del mio meglio, di
correre davanti. Un po' di esperienza ce l'ho. Non ho paura di
nessuno, non ho niente da perdere. Magari faccio la migliore
gara della mia vita".
Sul tema marcia interviene anche il n.1 Fidal Stefano Mei:
"La marcia è nella storia dell'atletica e meriterebbe rispetto
maggiore, probabilmente World Athletics sta cercando un sistema
più appetibile per le tv. Da atleta ho vissuto un periodo d'oro
della marcia azzurra, ora forse siamo ancora più avanti".
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