Non si ferma l'eruzione dell'Etna e l'aeroporto di Catania è costretto a sospendere i voli. «A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e considerata la situazione dei venti, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore C1 e la chiusura del settore B3, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 11 di domani, 12 agosto». Lo rende noto la Sac, società di gestione dell'aeroporto di Catania. «I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree», dice Sac.
La nuova bocca eruttiva dell'Etna
Una nuova bocca eruttiva si è aperta, intorno alle 11.30, sull'Etna alla base della parete nord della Valle del Bove, sopra monte Simone, ad una quota di circa 2.090 metri. È la stessa area dove la notte scorsa si era aperta un'altra frattura, ma una quota leggermente più bassa, a circa 1.900 metri.
Lo rende noto l'Ingv che ha personale sul posto per eseguire i rilievi. Il tremore vulcanico si è mantenuto su livelli elevati, pur rimanendo nella parte inferiore della fascia. Il centroide delle sorgenti è stato localizzato nell'area dei crateri Nord-Est fino alle 07:30 di oggi e poi alla Voragine, ad una quota compresa tra 2.800 e 3.000 metri sopra il livello del mare.
Schifani: «Potenzieremo anche scalo Comiso»
«La Regione è intervenuta fin dalle prime ore dell’emergenza per garantire soluzioni alternative e ridurre al minimo i disagi per i passeggeri. Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili, rafforzando i collegamenti su gomma e su ferro verso gli altri aeroporti siciliani. Allo stesso tempo, questa emergenza conferma la necessità di potenziare ulteriormente il sistema aeroportuale dell’Isola e, in particolare, lo scalo di Comiso, sul quale abbiamo deciso di investire nuove risorse per aumentarne capacità e operatività». Lo afferma il presidente Renato Schifani, commentando l’impegno della Regione per affrontare l’emergenza voli causata dalla chiusura dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini” a causa della nuova eruzione dell’Etna, con conseguente emissione di cenere vulcanica nell’atmosfera. «Dall’inizio dell’emergenza a oggi - aggiunge l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò - abbiamo già organizzato oltre 100 corse speciali di autobus, che si sono aggiunte ai collegamenti ordinari attivati dalle compagnie aeree da e per gli aeroporti di Palermo e Trapani. Abbiamo inoltre predisposto, in collaborazione con Trenitalia, cinque treni speciali sulla tratta Palermo-Catania. Infine, a partire da oggi, tutti i passeggeri in possesso di un biglietto aereo con destinazione Catania, nel caso in cui fossero stati dirottati sul capoluogo siciliano, potranno utilizzare gratuitamente anche i collegamenti ferroviari ordinari in partenza da Palermo, semplicemente mostrando il titolo di viaggio del volo. Una soluzione che garantisce un'altra alternativa concreta per gli spostamenti». «Infine - prosegue Aricò - è necessario precisare che l’aeroporto «Pio La Torre» di Comiso, nonostante sia il più vicino geograficamente, non può rappresentare una soluzione alternativa in caso di emergenza legata all’attività dell’Etna in quanto non risulta idoneo ad assorbire il traffico dirottato dall’aeroporto di Catania. Lo scalo ibleo, infatti, dispone di sole sei piazzole di sosta per gli aeromobili, una capacità che non consentirebbe di gestire i volumi di traffico e il numero di aerei necessari a garantire la piena operatività dei collegamenti durante la sospensione o la forte limitazione delle attività a Catania-Fontanarossa». Nel corso dell’odierna seduta della giunta regionale, quindi, è stato deciso all’unanimità, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, di intervenire con una strategia più ampia, individuando nuove risorse finanziare, oltre a quelle destinate all’area cargo, da investire nel potenziamento dello scalo di Comiso.
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