L’allarme della Cia alle prese con gli effetti del cambiamento climatico

Girasoli seccati dal caldo

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Caldo prolungato e scarsità di piogge stanno mettendo sotto pressione l’agricoltura, anche se con situazioni differenti da territorio a territorio. Lo segnala la Confederazione italiana agricoltori. A preoccupare sono soprattutto le aree non raggiunte dalle reti irrigue, mentre cominciano a manifestarsi danni su diverse colture. Nelle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo la situazione per il momento regge nelle aree servite dai consorzi di bonifica.
"Le maggiori difficoltà riguardano le zone dove non arriva la rete irrigua e non ci sono altre possibilità di approvvigionamento – sottolinea Matteo Carboni, Presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata –. La diga di Gerosa al momento ha retto, ma se le alte temperature dovessero prolungarsi bisognerà capire se le riserve saranno sufficienti fino alla fine della stagione irrigua". A soffrire è soprattutto l’olivo, con i primi fenomeni di cascola e la conseguente perdita prematura dei frutti.
A sintetizzare il quadro regionale è il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei. "La situazione è a macchia di leopardo. I problemi maggiori riguardano le zone non servite dai consorzi di bonifica, ma stiamo cominciando ad arrivare al limite anche con i laghetti aziendali e i bacini di soccorso. Ci sono aree nelle quali i girasoli sono completamente bruciati, mentre per altre colture bisognerà attendere i raccolti prima di poter quantificare realmente i danni. Da anni chiediano alla Regione di favorire la realizzazione di nuovi bacini idrici, anche aziendali e di piccole dimensioni, e di intervenire sugli invasi esistenti per aumentarne la capacità di accumulo durante l’inverno. Occorre anche semplificare le procedure: dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di raccogliere l’acqua quando c’è per poterla utilizzare nei periodi in cui serve".
La situazione più difficile è nel Pesarese. "Con temperature che non scendono praticamente mai sotto i 30 gradi, abbiamo colture che sviluppano le foglie ma non i frutti e verdure che marciscono direttamente nei campi – spiega Sabina Pesci, Presidente Cia Pesaro-Urbino –. L’acqua nei pozzi e negli invasi è poca e con questo caldo evapora molto velocemente. Potrebbe mancare anche il 50 per cento dell’acqua necessaria". Molti pozzi sono già in difficoltà o esauriti e i danni interessano soprattutto frutta e verdura, ma anche ulivi e girasoli.
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