Equinozio d’autunno, oggi finisce l’estate: cosa cambia, perché cade oggi e come mai la data non è fissa

2026/09/23

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Se dal punto di vista metereologico qualche dubbio ancora c'è, almeno dal punto di vista astronomico l'estate è veramente finita. Oggi, 23 settembre, alle ore 2.05 si è verificato l'equinozio d'autunno, l’istante che segna l'inizio dell'autunno astronomico nell'emisfero boreale. In quel momento il Sole ha attraversato l'equatore celeste, cioè la proiezione dell'equatore terrestre sulla volta celeste, passando dall'emisfero celeste settentrionale a quello meridionale.

Cosa succede

L'equinozio si verifica quando, nel suo moto apparente, il Sole attraversa l'equatore celeste. In quell'istante i raggi solari colpiscono perpendicolarmente la zona dell’equatore terrestre e l'illuminazione dei due emisferi è pressoché equivalente. È proprio da questa condizione che deriva il nome "equinozio", dal latino aequa nox, cioè "notte uguale (al dì)". Nell'emisfero settentrionale questo passaggio dà ufficialmente il via all'autunno astronomico; nell'emisfero meridionale, invece, lo stesso evento segna l'inizio della primavera.

Da questo momento, alle nostre latitudini, le ore di luce continueranno progressivamente a diminuire fino al solstizio d'inverno.

Giorno e notte non sono davvero uguali

Il nome, però, può trarre in inganno. Nel giorno dell’equinozio le ore di luce e quelle di buio non sono infatti esattamente uguali. La ragione è innanzitutto geometrica: il Sole non è un punto, ma un disco. L'alba viene considerata quando compare all'orizzonte il bordo superiore del disco solare, mentre il tramonto quando quello stesso bordo scompare. Questo fa sì che il periodo di luce apparente sia leggermente più lungo. A contribuire alla differenza c’è anche l'atmosfera terrestre. La rifrazione atmosferica devia i raggi luminosi e permette di vedere il Sole anche quando il suo centro geometrico si trova già al di sotto dell’orizzonte. Per questo, nel giorno dell'equinozio, il periodo di luce dura ancora qualche minuto in più rispetto a quello di buio.

L’"equiluce" arriva qualche giorno dopo

La vera parità tra ore di luce e ore di buio si verifica quindi qualche giorno dopo l'equinozio. Questo momento viene chiamato "equiluce"e la data varia in base alla latitudine e al modo in cui vengono definiti alba e tramonto. In Italia cade generalmente intorno al 25-26 settembre. È dunque un piccolo paradosso legato proprio al nome dell’equinozio: l'evento astronomico avviene oggi, ma bisogna aspettare ancora qualche giorno perché il numero di ore di luce e di buio risulti effettivamente equivalente.

Perché l’equinozio non cade sempre nello stesso giorno

Anche la data dell'equinozio non è fissa. Può verificarsi tra il 21 e il 24 settembre, anche se nella maggior parte dei casi cade il 22 o il 23. Lo slittamento dipende dalla diversa durata dell'anno astronomico rispetto all’anno civile: il periodo necessario alla Terra per completare la propria orbita non corrisponde infatti a un numero intero di giorni. L'inserimento degli anni bisestili serve proprio a mantenere il calendario sincronizzato con il ciclo delle stagioni. Di conseguenza, l'istante preciso dell'equinozio può spostarsi di diverse ore da un anno all'altro.

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