ROMA – Jeffrey Epstein aveva legami con “il Mossad, la Cia o qualche altro organismo di spionaggio occulto”: lo ha confermato il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance. Protagonista dell’edizione di ieri del podcast ‘The Joe Rogan Experience’ del giornalista Joe Rogan, Vance ha ribadito: “Aveva chiaramente legami con i livelli più alti dell’intelligence americana e israeliana”. Il numero due della Casa Bianca interviene così su una delle svariate accuse che circondano il finanziere pedofilo, alla sbarra per abusi e traffico sessuale – anche minori – che nel 2019 è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di New York in attesa del processo.
GLI EPSTEIN FILE, DI COSA SI TRATTA
Epstein è anche noto per i suoi rapporti con leader mondiali ed esponenti di massimo rilievo del mondo dell’imprenditoria e dello spettacolo, e perfino della ricerca scientifica. Sono ben trentottomila invece le volte in cui Donald Trump viene citato, direttamente o indirettamente, in oltre 5.600 file, un rapporto rimasto per molti verso oscuro e che ha suscitato un’ondata di critiche e accuse, a cui però non ha fatto seguito nessuna azione giudiziaria.
Tuttavia, dopo che il dipartimento di Giustizia ha diffuso oltre tre milioni di file riguardanti l’inchiesta, lo scandalo ha alimentato il dibattito interno per settimane. Tra gli elementi su cui i giornalisti si sono concentrati ci sono i presunti legami tra Jeffrey Epstein e i servizi segreti di Israele, tra le principali nazioni alleate degli Stati Uniti e, in particolare, dell’attuale amministrazione Trump.
Vance in merito ha ricordato che negli Epstein Files non c’è una prova che collega esplicitamente l’imprenditore al Mossad, e poi ha commentato: “Se un documento del genere esistesse, non esisterebbe nel 2026”.
IL REPORT DELL’FBI: “EPSTEIN AGENTE DEL MOSSAD CORROTTO”
Tra le prove che hanno spinto alcuni giornalisti ad ipotizzare tale collegamento, c’è un rapporto stilato nel 2020 dall‘Fbi che descrive Epstein “un agente del Mossad corrotto” e che quell’organismo lo avrebbe “addestrato come spia”.
Sussistono poi diversi scambi di email con vertici israeliani, tra cui figurano l’ex ministro della Difesa ed ex premier Ehud Barak e il veterano del Mossad Yoni Koren. A quest’ultimo, evidenziano fonti di stampa, Epstein avrebbe pagato le cure per il cancro. Risulterebbero poi donazioni ad organizzazioni israeliane tra cui una legata direttamente all’esercito: gli ‘Amici delle Idf’.
Nell’intervista Vance ha poi ammesso che l’amministrazione Trump “ha gestito malissimo la comunicazione relativa al caso Epstein” a gennaio scorso, chiarendo: “Se penso che il motivo sia perché stavamo cercando di nascondere qualcosa? No”.