Eni, IP, ora Q8: la petro-diplomazia di Meloni contro il caro-carburanti

2026/09/29

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ROMA – Con l’annuncio giunto oggi dal Kuwait le società petrolifere che accettano di porre un tetto ai prezzi di benzina e gasolio sono tre: dopo ENI e IP si aggiunge Q8. La prima, ed era cosa se non attesa auspicata, è stata ENI, la più importante partecipata. Ieri è scattata la riduzione, un limite massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 euro/litro per il gasolio e a 1,99 euro/l per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). Domenica scorsa il gruppo azero SOCAR, che ha acquisito Italiana Petroli da API Holding, ha annunciato la decisione di calmierare i prezzi dei carburanti che vende sul mercato italiano sotto marchio IP. Oggi, infine, Q8 Italia ha fatto sapere che accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà una calmierazione modulare dei prezzi sulla benzina e sul gasolio. La misura avrà durata di 30 giorni a partire dal 1° ottobre e il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio – appunto – modulare.

I Paesi cui fanno riferimento IP e Q8 mostrano la tela diplomatica seguita dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per intervenire sui prezzi roventi dei carburanti, in una fase di tensioni internazionali che lasciano pochi spiragli di azione.

Dopo ENI, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti, “un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti”, il commento di Meloni, ringraziando il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, “per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione”. L’Italia è il primo partner commerciale dell’Azerbaigian, che rappresenta un pilastro insostituibile per la sicurezza energetica italiana ed europea, secondo fornitore di gas del Paese attraverso il gasdotto TAP, che ha largamente limitato gli impatti dell’interruzione delle forniture gas dalla Russia e fornisce circa il 15% del fabbisogno nazionale di metano. La cooperazione tra Roma e Baku è al suo massimo storico, definita da entrambe le nazioni quale partnership strategica multidimensionale.

E’ stata quindi la volta del Kuwait, altro Paese con cui l’Italia condivide un’intensa agenda geopolitica, nostro partner commerciale chiave nel Golfo. “Dopo la scelta di ENI e SOCAR, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, forte di una solida collaborazione strategica, economica e di sicurezza con il Paese. Un legame che vede anche una significativa presenza militare italiana in Kuwait, nel quadro dell’impegno per la stabilizzazione della regione e della lotta al terrorismo. La cooperazione sviluppata da Meloni con l’Emiro Sheikh Mishal Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah pone la stabilità e la sicurezza della navigazione nell’area dello Stretto di Hormuz e del Mar Rosso al centro dell’agenda, alla luce dell’interesse reciproco di garantire un flusso sicuro dei commerci.

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