Energia, ipotesi terza centrale. Il Comune: “Preoccupati”. E convoca esperti e progettisti

2026/07/15

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Il 30 luglio commissione consigliare sugli impianti di Malmissole: ne è spuntato un altro. Gli assessori Bartolini e Petetta: "Territorio sovraccaricato, ma lo stop tocca alla Regione".

Il 30 luglio commissione consigliare sugli impianti di Malmissole: ne è spuntato un altro. Gli assessori Bartolini e Petetta: "Territorio sovraccaricato, ma lo stop tocca alla Regione".

Il 30 luglio commissione consigliare sugli impianti di Malmissole: ne è spuntato un altro. Gli assessori Bartolini e Petetta: "Territorio sovraccaricato, ma lo stop tocca alla Regione".

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I sistemi d’accumulo di energia – detti Bess – nel territorio di Malmissole, Poggio e Durazzanino potrebbero essere addirittura tre. Il dibattito si accende si sposta ufficialmente nelle aule comunali: per fare chiarezza sulle procedure autorizzative, sulla normativa vigente e sui dettagli tecnici di queste maxi batterie, è stata convocata per il prossimo 30 luglio una seduta straordinaria della Commissione consiliare.

L’iniziativa arriva dopo settimane di accese discussioni che interessano in particolar modo la zona agricola, dove sorge la centrale elettrica di via Oraziana, un nodo strategico della rete di trasmissione nazionale che sta attirando l’interesse di grandi gruppi multinazionali. Gli assessori Luca Bartolini (urbanistica) e Giuseppe Petetta (ambiente) annunciano la disponibilità dei tecnici dei vari enti coinvolti a partecipare al confronto pubblico, che sarà trasmesso in diretta via internet. "Comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni dei residenti", spiegano i due assessori, definendo però i confini d’azione dell’amministrazione locale. "Dal punto di vista autorizzativo, come Comune abbiamo margini estremamente ridotti. Gli uffici devono applicare le leggi vigenti e non hanno il potere giuridico di bloccare i procedimenti, salvo violazioni. La competenza primaria fa capo alla Regione tramite Arpae, che convoca la conferenza dei servizi. Noi interveniamo solo sulla localizzazione urbanistica e sulle relative indennità, senza poter scavalcare norme sovraordinate".

Durante l’incontro, a cui parteciperanno i tecnici dell’Igiene Pubblica dell’Ausl e i progettisti di uno degli impianti, si cercherà di fare luce anche sulla richiesta per un terzo impianto Bess, appena presentata ad Arpae. Proprio di fronte alla centrale elettrica di Terna, dall’altra parte di via Oraziana, lo scorso anno era stata autorizzata una centrale di batterie di accumulo, proposta da un’azienda con sede a Faenza: occuperà circa 3,5 ettari di terreno, sarà formata da 198 batterie al litio alte 2,60 metri, ciascuna in un container rialzato da terra di almeno un metro. Si parlava di realizzarla entro la fine del prossimo anno.

A questa, già sicura, potrebbero aggiungersene due. "Non siamo stupiti di questa terza richiesta – affermano i residenti, che proprio un mese fa mettevano in guardia dal secondo insediamento –. Studiando i progetti, avevamo notato che la prima centrale ad accumulo aveva due innesti per altrettante ‘sorelle’. Questo rende ancora più urgente una presa di posizione del Comune e del sindaco a difesa di questo territorio e dei suoi residenti".

Bartolini e Petetta sollevano perplessità sulle attuali regole europee: "Il Green Deal produce il paradosso per cui questi terreni mantengono una classificazione agricola, ignorando il consumo effettivo di suolo. Vogliamo che sia garantita la certezza delle norme e la tutela della salute pubblica in un territorio ormai sovraccaricato, pur non disponendo di strumenti comunali adeguati per limitare queste installazioni". Anche le forze di opposizione avevano sollecitato la convocazione di una commissione.

Nel frattempo, i residenti esprimono forte apprensione per la sicurezza. "Siamo molto vicini al Canale Emiliano Romagnolo e un eventuale incidente in questi impianti rischierebbe di compromettere l’acqua per molto tempo". Oltre ai possibili futuri impianti Bess e alla centrale Terna già presente, qui c’è anche un impianto che produce biometano, mentre è ancora al vaglio l’ipotesi di far sorgere la centrale di arrivo della Dorsale Adriatica: si era parlato di Borgo Sisa ma anche dell’ex campo nomadi nella vicina Durazzanino.

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