Emergenza a centrocampo: dopo McTominay fuori anche Anguissa, ci sarà Gilmour

2026/09/09

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Una folla di ombre. Questi fantasmi: evocarli basta, però. Chi non c’è, più non tornerà. «Non dobbiamo più fare paragoni con il passato, c’è un nuovo percorso. Lentamente stiamo entrando nelle idee del nuovo allenatore, vogliamo seguire il suo credo, imparare da lui. Nel calcio, ahimè, il tempo non c’è mai». Giovanni Di Lorenzo si è stufato: di chi continua a piangersi addosso.

I muscoli del capitano vanno mostrati ai cuori tremuli: «Anche noi abbiamo le nostre carte da giocarci con l’Arsenal, non ci sentiamo di partire già battuti. Loro sono i vice campioni della Champions, ma se noi giochiamo contro di loro vuol dire che qualche merito ce l’abbiamo». Non cerca scuse, non lo ha mai fatto. Qualche colpa sa bene che ce l’ha la sua squadra. «Siamo pronti, l’Inter è alle spalle, ora siamo più affamati. Gli errori li abbiamo visti, ma questa gara arriva nel momento giusto, perché giocare è il modo migliore per mettersi alle spalle le sconfitte. Siamo pronti a questa gara super al cospetto di uno stadio che sarà tutto per noi». La gran notte contro i londinesi pare fatta apposta per inabissarsi o ritrovarsi, difficile immaginare un verdetto intermedio, una sospensione di giudizio. «Di sicuro avremo la cattiveria e il coraggio che serve in queste partite. Le conosciamo, le abbiamo giocate tante volte». Nel calcio, con un risultato cambia tutto. Compreso l’entusiasmo.

L'emergenza

Anguissa, l’eroe al contrario di San Siro dà forfait per un problema all’adduttore. Ed è a rischio anche per domenica con il Bologna. Al suo posto Gilmour con la probabile formula del doppio play con Lobotka. Lo scozzese non è titolare da 20 marzo, a Cagliari: sei mesi. Ci sarà, come era già stato pianificato, Kevin De Bruyne in campo dal primo minuto per la prima volta in stagione. Terzetto offensivo con Alisson, Hojlund e Politano e l’altra sorpresa in difesa dove sarà Olivera a giocare a sinistra, dopo i disastri con il Como. Difficile immaginare altre soluzioni, con Vergara pronto a subentrare nella ripresa. Contro l’Arsenal è l’occasione per rimettere insieme qualche certezza, qualche pilastro di cemento. La voragine aperta da McTominay, ieri operato al cuore a Manchester, atteso a Castel Volturno intorno al 25 settembre), non aiuta: nessun infortunio poteva essere peggiore. Neres se recupera (ma è difficile) andrà in panchina. Ora ha un dolore al ginocchio: i suoi infortuni sono una costanza. Per ritrovarsi e capirsi, Allegri resta con la difesa a quattro. «A cinque? Ci alleniamo a ogni tipo di soluzione. Con l’Arsenal sarà una gara stimolante, quello che conta è il traguardo finale perché noi in Champions vogliamo fare meglio della passata stagione». Il tempo stringe e il destino attacca, mostrando la faccia brutta. «Subire tre gol in un tempo vuol dire che qualcosa abbiamo sbagliato, sicuramente dobbiamo fare meglio a partire già da questa sera perché contro queste squadre al minimo errore vieni punito. Dovremo fare una grande partita per fare risultato». Non ci sarà il tutto esaurito: si arriverà a 46mila spettatori. Quasi mille e cinquecento da Londra. Ammesso che arrivino, visto il caos negli aeroporti britannici.

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