Emanuela Orlandi, la madre di José Garramon riconosce Marco Accetti: «Ma è questo il prete! Lo posso giurare». L’intreccio con il caso

2026/09/16

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«Ho visto Marco Accetti a Chi l'ha visto? e ho detto: 'Ma è questo il prete! Lo posso giurare'». La testimonianza resa questa sera da Maria Laura Bulanti davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi riapre uno dei capitoli più inquietanti della cronaca romana degli anni '80, aggiungendo un dettaglio inedito alla figura di Marco Fassoni Accetti.

Il riconoscimento del «finto prete»

La donna, madre di José Garramon, ha ricostruito davanti ai parlamentari un episodio avvenuto nella sua abitazione dell'Eur poco prima del Natale del 1983. Un uomo si presentò alla porta di casa vestito con abiti ecclesiastici, offrendosi di impartire la consueta benedizione natalizia. Solo anni dopo, guardando la televisione, la madre del giovane avrebbe riconosciuto in quel volto proprio il fotografo romano. Per la famiglia Garramon non ci sono dubbi: non si trattava di una visita pastorale, ma di un finto sacerdote inviato per un probabile tentativo di avvicinamento o un sopralluogo nell'ambiente familiare del ragazzino.

La riapertura dei dubbi

Il racconto smentisce nei fatti la tesi del semplice incidente stradale per cui Accetti fu condannato in via definitiva per omicidio colposo e omissione di soccorso.

Il 20 dicembre 1983, José Garramon, 12 anni, fu travolto e ucciso dal furgone di Accetti nella pineta di Castel Porziano. Sebbene l'uomo abbia sempre sostenuto di essersi trovato il giovane davanti all'improvviso, i familiari e gli inquirenti hanno continuato a sospettare che il ragazzo fosse stato adescato all'Eur prima dell'impatto.

L'intreccio 

L'audizione si inserisce nel lavoro della Commissione parlamentare per far luce sui collegamenti tra la morte di Garramon e le sparizioni delle altre due giovani di Roma. Accetti, che nel 2013 si autoaccusò di aver avuto un ruolo nei sequestri delle due ragazze prima di essere archiviato dalla Procura come teste inattendibile, torna al centro degli approfondimenti per la sua presenza numerosa nei luoghi e nelle vicende di quel periodo. La testimonianza di Maria Laura Bulanti consegna ora agli atti dell'inchiesta un elemento in più sull'ipotesi che l'uomo utilizzasse travestimenti per approcciare le sue vittime.


Ultimo aggiornamento: martedì 15 settembre 2026, 22:21

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