Elezioni in Russia, via al voto per rinnovare la Duma: tra partiti esclusi e sondaggi blindati, «l’esito è già scritto»

2026/09/17

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Mosca si deve difendere dalla «guerra ibrida» scatenata dall'Europa occidentale, che non ha rinunciato al suo sogno di «infliggere una sconfitta strategica alla Russia». È in questo clima da assedio che, secondo il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, il Paese si appresta ad andare alle urne, da venerdì a domenica, per il primo rinnovo della Duma (la camera bassa del Parlamento) dall'inizio del conflitto in Ucraina. Vi sono pochi dubbi sulla vittoria del partito di Vladimir Putin, Russia Unita. Ma le autorità non hanno comunque voluto correre rischi, escludendo dalla competizione le voci contrarie alla guerra.

A contestare apertamente l'intervento armato in Ucraina era stato lo storico partito dell'opposizione Yabloko. Ma il mese scorso la Corte suprema ha escluso la sua lista dal voto con sistema proporzionale, con il quale vengono assegnati la metà dei 450 seggi della Duma, accusandolo di violazioni in materia di proprietà intellettuale in alcuni post sul suo sito. Candidati di Yabloko sono stati squalificati anche in alcuni dei collegi uninominali in cui si assegnano l'altra metà dei seggi.

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I partiti della opposizione di sistema

Insieme a Russia Unita, che nelle ultime elezioni nel 2021 ottenne il 49,8% dei voti aggiudicandosi 324 seggi, partecipano alle elezioni quattro partiti della cosiddetta "opposizione di sistema". Vale a dire che concentrano le loro richieste e critiche prudenti su temi e settori specifici, ma si guardano bene dall'attaccare direttamente Putin, e soprattutto dal mettere in discussione la cosiddetta "operazione militare speciale" in Ucraina. Si tratta del Partito comunista di Gennady Zyuganov, che cinque anni fa ottenne il 18,9% dei voti conquistando 57 seggi, Russia Giusta-Per la Verità (27 seggi), il Partito Liberaldemocratico erede di Vladimir Zhirinovsky (21 seggi) e Novy Lyudi (Nuova Gente, 13 seggi). In un breve discorso televisivo ai russi, Putin li ha chiamati a a partecipare al voto in questa che ha definito una tornata elettorale «per molti versi decisiva», dopo quattro anni e sette mesi di un conflitto che è già durato per la Russia più della Seconda guerra mondiale e che Mosca presenta come una sfida esistenziale contro l'intera Nato. «Questa - ha aggiunto - sarà la nostra risposta comune a coloro che vogliono indebolire la Russia, frenarne lo sviluppo e privarci della nostra sovranità».

Il voto nelle 4 regioni ucraine

Per la prima volta le parlamentari si svolgono anche nelle quattro regioni ucraine (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson) parzialmente occupate dai russi e ufficialmente annesse alla Federazione dopo referendum organizzati nel 2022. Le conseguenze della guerra in termini economici - in primo luogo con l'esplosione dell'inflazione - si fanno sentire sulla popolazione. E negli ultimi mesi il conflitto è arrivato anche nelle maggiori città, tra cui Mosca e San Pietroburgo, a causa dei raid dei droni ucraini sulle raffinerie che hanno provocato una carenza di carburanti e lunghe file ai distributori.

I sondaggi

Ma, oltre allo stretto controllo esercitato dal potere sulle candidature e sul processo elettorale, a fare ritenere improbabile che dalle urne usciranno spiacevoli sorprese per il Cremlino sono gli esiti degli ultimi sondaggi del centro statistico Levada, il più affidabile in termini di indipendenza, essendo tra l'altro bollato dalle autorità come "agente straniero". Secondo una ricerca compiuta alla fine di agosto, la popolarità di Putin è sì scesa rispetto al dato record dell'87% di un anno fa, ma segna ancora un invidiabile 76%.

Il 56% degli intervistati ritiene che le cose nel Paese stiano andando «nella giusta direzione», e il 68% sostiene le azioni delle forze armate russe in Ucraina. Per quanto riguarda l'opposizione all'estero, Yulia Navalnaya, la vedova di Alexei Navalny, morto in una colonia penale artica nel 2024, e un altro politico, Maxim Katz, hanno invitato i russi ad andare alle urne e votare comunque qualsiasi partito che non sia Russia Unita. I due hanno diffuso anche un elenco di candidati da votare nei collegi uninominali. Yabloko, invece, invita gli elettori a scegliere solo i suoi candidati, annullando la scheda in cui sono riportate le liste dei partiti e quelle dei collegi in cui non siano presenti esponenti del partito. Navalnaya e un altro noto oppositore all'estero, Ilya Yashin, hanno chiesto inoltre ai russi di recarsi in massa alle urne alle 12 precise di domenica, in una forma silenziosa e non rischiosa di protesta. Un'iniziativa che ricalca quella del "mezzogiorno contro Putin" indetta nelle presidenziali del 2024, nelle quali il capo del Cremlino venne riconfermato per un quinto mandato. 
Ultimo aggiornamento: giovedì 17 settembre 2026, 19:43

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