El Niño 2026-2027: perché gli scienziati temono un record senza precedenti

2026/07/31

Categories: technology

El Niño sta crescendo nel Pacifico tropicale con una rapidità che sorprende gli studiosi. Le proiezioni indicano che l’evento climatico del 2026-2027 potrebbe diventare uno dei più intensi mai osservati. Un’analisi condotta dal climatologo Zeke Hausfather su 667 simulazioni assegna il 90% di probabilità a un nuovo record.

Previsioni su El Niño e probabilità di un evento molto forte

La previsione mediana colloca il picco dell’anomalia termica del Pacifico intorno a 3,6 gradi Celsius sopra la media, mentre alcune simulazioni si spingono oltre. Si tratta tuttavia di stime, non di certezze perché l’evento dovrebbe raggiungere la massima forza verso la fine dell’anno.

La NOAA ha dichiarato ufficialmente El Niño l’11 giugno e, nel suo aggiornamento di luglio, ha calcolato una probabilità dell’81% che tra ottobre e dicembre raggiunga la categoria “molto forte”. Questa definizione viene utilizzata quando le temperature superficiali nella regione equatoriale del Pacifico superano di almeno 2 gradi la media. L’espressione “super El Niño”, molto diffusa nei media, non è invece una classificazione scientifica ufficiale.

Gli esperti ricordano inoltre che l’intensità dell’anomalia oceanica non determina automaticamente la gravità di ogni conseguenza: aumenta le probabilità di determinati fenomeni, ma non permette di prevedere con precisione dove e quando si verificheranno. El Niño può sconvolgere il clima globale.

Effetti climatici globali e aree più esposte

Il meccanismo sposta verso est le acque più calde del Pacifico e modifica venti, correnti e precipitazioni su scala planetaria. Negli Stati Uniti tende a favorire inverni più miti e asciutti nel Nord, mentre accresce il rischio di piogge abbondanti nelle regioni meridionali.

Altrove potrebbe alimentare siccità, alluvioni, ondate di calore, incendi, anomalie dei monsoni e nuove crisi marine. Le preoccupazioni maggiori riguardano l’Africa orientale e diverse aree dell’Asia, dove comunità già colpite da povertà, conflitti e insicurezza alimentare potrebbero affrontare raccolti compromessi, scarsità d’acqua, sfollamenti e danni alle infrastrutture.

Riscaldamento globale, record e preparazione

El Niño è un fenomeno naturale, ma oggi si sviluppa sopra un pianeta già riscaldato dalle emissioni umane. Il calore accumulato nell’oceano viene trasferito all’atmosfera, aumentando la possibilità che il 2027 stabilisca un nuovo record. Il precedente del 1877-1878 mostra quanto possa diventare pericolosa la combinazione tra clima estremo e fragilità sociale: siccità e carestie contribuirono allora a una catastrofe con decine di milioni di vittime, aggravata dalle politiche coloniali.

Gli scienziati invitano quindi alla cautela nei confronti dei record, ma soprattutto alla preparazione. Le previsioni possono ancora cambiare; proprio per questo rappresentano uno strumento prezioso per proteggere agricoltura, risorse idriche e popolazioni vulnerabili prima che arrivino gli effetti più duri.

Il Niño più devastante della storia costò 5.700 miliardi e potrebbe ripetersi.

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