Ed Sheeran parla di Gaza dopo la bufera: «La situazione è ingiustificabile. Ho dovuto prendere decisioni difficili e ho commesso errori»

2026/09/20

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Dopo giorni di polemiche per l'esclusione del rapper Macklemore dal suo tour a causa delle sue posizioni filo-palestinesi, Ed Sheeran ha scelto di intervenire di persona. Prima del concerto di Philadelphia, il cantante britannico ha preso la parola sul palco per parlare per la prima volta della situazione a Gaza, ammettendo di aver commesso errori nel gestire la vicenda e di aver dovuto prendere decisioni difficili.

L'ammissione sul palco

Prima dello show, la popstar aveva provato a raffreddare le polemiche con un messaggio pubblicato su Instagram, in cui spiegava di «non voler trasformare il proprio lavoro in una piattaforma politica», aggiungendo: «Non sono complice. Ho le mie opinioni personali su questo conflitto devastante».

Sul palco, però, l'artista ha scelto parole più dirette, aprendo con una premessa insolita per lui: «Di solito non è così che apro uno show», ha esordito, per poi parlare del proprio rapporto con le critiche: «Sono abituato al fatto che la mia musica venga criticata, e sono sempre felice di accettarlo, perché sono fortunato che a molti di voi piaccia quello che faccio, e non mi sorprende che ad altri non piaccia, è normale».

Questa volta, però, la posta in gioco era diversa. «Questa settimana le critiche riguardavano qualcosa di molto più importante, ho dovuto prendere decisioni difficili e sto commettendo degli errori, e ne sono davvero, davvero dispiaciuto», ha ammesso il cantante.

Sheeran ha poi toccato il nodo della propria posizione pubblica: «Non ho mai voluto essere un musicista attivista, ma questo mi ha messo in mezzo a un confronto importante e appassionato sulla libertà di espressione, la questione politica più complessa al mondo». Ha aggiunto che i suoi concerti sono sempre stati «uno spazio sicuro per tutti» e che onorare l'impegno preso con i fan è «completamente centrale» per la sua identità di artista: per questo, ha spiegato, ha deciso di essere lì, da solo, a proseguire il tour.

L'artista si è poi soffermato su un timore che gli sta particolarmente a cuore: quello per cui coloro che gestiscono le sedi dei concerti o degli eventi possano imporre un'approvazione preventiva dei contenuti degli artisti. «Succede in tantissimi posti in cui mi esibisco nel mondo, ma non dovrebbe mai accadere nel mondo libero», ha dichiarato.

La posizione su Gaza

Infine Sheeran ha affrontato la domanda che aleggiava sulla serata: dove si colloca rispetto al conflitto tra Israele e Palestina, e se il concerto stesso implicasse una presa di posizione. «Nella mia carriera ho cercato di non essere un commentatore politico di alcun tipo, perché voglio che la mia musica e i miei show parlino di unità, non di divisione, di umanità, non di politica», ha premesso. «Ma questa è una questione umanitaria e non posso più nascondere quello che provo».

Il cantante ha definito «orribile» quanto accaduto in Israele il 7 ottobre, durante l'attacco al festival musicale Nova, un evento che secondo lui «si è aggiunto a secoli di sofferenza ebraica». Su Gaza ha usato parole nette: «Ciò che sta accadendo è catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato».

Ha aggiunto di avere il cuore spezzato «dalla portata della devastazione e dalla perdita di vite civili, di vite di bambini», sottolineando che «l'ingiustizia sistemica a cui stiamo assistendo in Cisgiordania non può essere ignorata».

Sheeran ha chiuso ringraziando il pubblico presente e ribadendo il senso che vuole dare ai suoi concerti: uno spazio in cui «tutti sono i benvenuti» e in cui le persone possono «stare accanto a chi ha opinioni opposte» o a chi «non è d'accordo su tutto», trovando comunque un punto d'incontro nel cantare insieme canzoni che parlano «di amore, speranza e unità».


Ultimo aggiornamento: domenica 20 settembre 2026, 08:49

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