Agibot A2 Ultra salirà sul palco della TTG di Rimini per parlare del lavoro che verrà. Un’immagine simbolica di una trasformazione già in corso, mentre il mercato dei robot umanoidi accelera

Dieci anni fa il giornalista Luca De Biase, nel saggio “Homo Pluralis” (Codice Edizioni), citò il caso di un algoritmo sviluppato da una società di investimenti di Hong Kong che era stato formalmente inserito nel consiglio di amministrazione dell’azienda, con diritto di voto per approvare o disapprovare le scelte di investimento del suo datore di lavoro. Fu un caso che fece discutere aprendo un dibattito sulla traiettoria tecnologica della nostra società. (Nella foto sopra, un robot umanoide durante l’inaugurazione dell’X-Lab di Beko Europe)
L’ALGORITMO NORMALIZZATO
Nel 2018 il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dichiarò che il sindacato aveva iniziato a contrattare l’algoritmo e che era pronto a fare i passi successivi. Oggi la parola algoritmo è stata normalizzata ed è entrata a far parte del nostro vocabolario quotidiano. Non sono molti gli algoritmi che siedono nei cda delle nostre società, ma nessuno si sorprenderebbe come allora.
UN ROBOT UMANOIDE RELATORE A UN CONVEGNO
È di questi giorni la notizia che un robot umanoide, Agibot A2 Ultra, il prossimo 16 ottobre salirà sul palco durante la TTG di Rimini, la principale fiera business to business in Italia dedicata alla promozione del turismo mondiale, per partecipare al convegno “Io esisto. E tu? Umani e umanoidi nel lavoro che verrà”, promosso da Assoparchi. Gli organizzatori sottolineano che non si tratta di una semplice dimostrazione tecnologica, ma di «un’occasione di confronto tra rappresentanti delle imprese, professionisti del settore e nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con un futuro nel quale competenze umane e innovazione saranno sempre più strettamente connesse. La particolarità dell’appuntamento sarà proprio la presenza dell’umanoide in veste di relatore, con un intervento dedicato alle opportunità e agli interrogativi che accompagnano l’evoluzione tecnologica».
IL ROBOT UMANOIDE È GIÀ IN FABBRICA
Nel marzo del 2026 Beko Europe presentò alla stampa il nuovo X-Lab dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno, in provincia di Varese. Un concentrato di intelligenza artificiale, robotica collaborativa, sistemi di visione 3D, digital twin, realtà virtuale, additive manufacturing, veicoli autonomi AGV e AMR. Ma ad attrarre l’attenzione dei presenti fu un robot umanoide (foto) che si aggirava come un normale visitatore nel nuovo laboratorio. La multinazionale turca non ha ancora implementato robot umanoidi nei suoi stabilimenti, ma il messaggio era molto chiaro: questo è quello che ci aspetta.
UN MERCATO IN CRESCITA
I numeri dell’economia dicono che il mercato dei robot umanoidi è avviato verso una crescita molto rapida. Dai quasi 4 miliardi di dollari stimati nel 2026 potrebbe arrivare a circa 18 miliardi entro il 2031, con tassi di sviluppo superiori al 35% annuo. Dietro questa accelerazione ci sarebbero diverse ragioni. A cominciare dalla riduzione dei costi dell’hardware per l’intelligenza artificiale fino all’invecchiamento della popolazione nelle principali economie avanzate, passando per la crescente carenza di manodopera, soprattutto nei settori sanitario, manifatturiero e logistico.
Forse nel futuro degli umani si profila un nuovo lavoro: il pastore di robot.
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