Si chiama Stella Juva, nasce da ventitré studenti olandesi e ad agosto affronterà la prova più dura in Kenya, dove le strade finiscono e la corrente elettrica non arriva
27 luglio 2026
Leggi anche
-
Come si fa il tagliando a un’ambulanza (e quanto costa)? Fiat Ducato 115.000 km [VIDEO]
-
Stellantis, Uber e Wayve: nasce l’alleanza che vuole portare i robotaxi senza conducente in tutto il mondo
Immaginate un veicolo che non ha bisogno di benzina, non cerca colonnine di ricarica e non teme la mancanza di rete elettrica. Un mezzo che si alimenta da solo, semplicemente restando sotto il sole, e che invece di portare i pazienti in ospedale porta l'ospedale dai pazienti. Non è un esercizio di stile: è Stella Juva, la prima ambulanza a energia solare al mondo, presentata dal Solar Team Eindhoven dell'Università Tecnica di Eindhoven.
Un'ambulanza che rovescia la logica del soccorso
La differenza rispetto a un mezzo di soccorso tradizionale è concettuale prima ancora che tecnica. Un'ambulanza classica esiste per trasportare una persona verso una struttura sanitaria. Stella Juva fa l'esatto contrario: raggiunge le comunità e trasforma il proprio abitacolo in un piccolo ambulatorio mobile. A bordo è possibile effettuare esami del sangue, sottoporre le persone a screening per tubercolosi e malaria, somministrare vaccinazioni ed eseguire ecografie in gravidanza. Patologie diffuse e spesso letali possono così essere individuate e trattate in tempo anche a centinaia di chilometri dal presidio medico più vicino.
L'energia raccolta dai pannelli solari installati sul tetto svolge un doppio compito: muove il veicolo e alimenta la strumentazione medica. Un dettaglio decisivo, perché nelle aree in cui il progetto vuole operare la corrente elettrica non è un dato acquisito e senza corrente non si conservano i vaccini alla temperatura corretta, né si accendono gli apparecchi diagnostici.
Fino a 715 chilometri con la sola luce del sole
Il numero che colpisce di più è l'autonomia. In una giornata soleggiata Stella Juva dovrebbe essere in grado di percorrere 715 chilometri, una cifra che libera il mezzo dal vincolo delle infrastrutture di ricarica. Dove non esiste una rete di distributori, dove il carburante arriva raramente e a costi proibitivi, l'indipendenza energetica smette di essere una questione ambientale e diventa una condizione di sopravvivenza del servizio sanitario stesso.
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con organizzazioni sanitarie internazionali, tra cui Amref Health Africa, la realtà nota in passato come Flying Doctors e attiva da quasi settant'anni sul continente africano.
La spinta degli studenti e l'obiettivo sociale
Dietro Stella Juva ci sono ventitré studenti che hanno lavorato per un solo anno accademico. L'ispirazione, spiega il team manager Mathijs van Gerven, arriva dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e in particolare dall'idea che una buona assistenza sanitaria debba essere accessibile a chiunque.
Il partnerships manager del team, Yarno Basten, insiste sulla dimensione pratica del lavoro: l'obiettivo non era costruire un prototipo da vetrina, ma un veicolo che funzionasse davvero nelle condizioni reali indicate dagli operatori sanitari. Il messaggio che il gruppo vuole trasmettere è quasi una provocazione: se un risultato simile è alla portata di ventitré studenti in dodici mesi, il potenziale di una collaborazione strutturata tra industria tecnologica e organizzazioni sociali diventa difficile da ignorare.
Sul fronte umanitario, Femke Maurits di Amref Health Africa nei Paesi Bassi ricorda che per milioni di persone l'assistenza sanitaria resta irraggiungibile e che l'accesso alle cure non dovrebbe dipendere dalla disponibilità di elettricità o carburante. Nelle zone più isolate, sottolinea, gli operatori sanitari coprono ancora distanze enormi in bicicletta.
Ad agosto la prova del fuoco in Kenya
La teoria finisce qui. Ad agosto il Solar Team Eindhoven volerà in Kenya per verificare sul campo il comportamento del veicolo negli scenari in cui potrebbe essere impiegato in futuro. Il programma prevede la visita a due località remote, dove verranno simulate situazioni sanitarie concrete, compreso il trattamento di pazienti affetti da tubercolosi.
Nel frattempo il gruppo conta di accumulare centinaia di chilometri percorsi esclusivamente con l'energia solare, misurando l'efficacia reale del mezzo su fondi sconnessi e in condizioni climatiche impegnative. Sarà quel test, più di qualsiasi scheda tecnica, a stabilire se Stella Juva resterà un affascinante esercizio universitario o diventerà il primo capitolo di una nuova idea di mobilità sanitaria sostenibile.
>> Home